Il Tirreno

Grosseto

«Tassa di soggiorno per le seconde case»

La proposta del Pd non piace ai pentastellati che chiedono l’abolizione del balzello sul turismo

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FOLLONICA. Il Partito democratico chiede al suo governo di estendere la tassa di soggiorno alle seconde case, ma i pentastellati non accettano la proposta: «quel denaro non viene speso nel miglioramento dell’accoglienza». Nel prossimo consiglio comunale, che ancora non è stato convocato, si parlerà anche della mozione della maggioranza sulla “Estensione e riequilibrio complessivo della tassa di soggiorno sulle residenze oggetto di locazione”. «Attualmente l'imposta è a totale carico delle attività alberghiere e ricettive - spiegano dal Pd - Tuttavia a Follonica sono presenti migliaia di seconde case che vengono date in affitto d’estate e sono esenti dal pagamento della tassa, mentre il loro contributo potrebbe portare ad un riequilibrio complessivo. Il gettito totale di tale tributo è destinato a finanziare interventi in materia di turismo».

Il gruppo chiede a sindaco e giunta di verificare gli strumenti disponibili ad equilibrare l’erogazione di tale tassa, come è stato già fatto in città come Firenze. Ma dall’altro lato del consiglio comunale c’è chi non vede di buon occhio tale istanza, per un motivo semplice. «Sembra che l'unica ricetta che questa maggioranza conosca per creare nuove opportunità di liquidità per le casse comunali sia tassare sistematicamente i cittadini; questa volta tocca a quelli non residenti e trasformare quelli residenti in esattori», spiegano dal gruppo pentastellato. Il Movimento 5 Stelle sostiene che gli introiti della imposta oltre tutto sono fino a oggi serviti per altri scopi e non certo per il turismo, come per esempio per pagare il compenso al direttore artistico del teatro Leopolda. «La tassa di soggiorno è una delle imposte più inique che il panorama fiscale possa prevedere e non è certo con l'estenderla a tutti che si ristabilisce l'equilibri, ma, a nostro avviso, l'unica alternativa è l'azzeramento - dicono i pentastellati - È questa la nostra controproposta: la tassa di soggiorno apporta un introito nelle casse comunali follonichesi che oscilla tra i 400.000 e i 500.000 euro l'anno, cifra che può benissimo essere recuperata facendo un po’ di economia visto, ad esempio, che tra cultura ed eventi in soli due mesi estivi sono stati bruciati circa 70.000 euro. L'estate 2016 ormai agli sgoccioli ha messo in risalto tutta la fragilità di questa giunta nell'incapacità di dare un impronta turistica alla città, risultando fortemente carente nel settore del decoro urbano». (p.v.)

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