Il dolore
Nasce la Rete contraria a ogni tipo di sfruttamento
CASTEL DEL PIANO. Un coro antigeotermico a più voci. L’Amiata continua a scalpitare e non vuole essere terra di conquista geotermica. Non solo. Vuole scegliere il proprio futuro. Con questi obiettivi,...
CASTEL DEL PIANO. Un coro antigeotermico a più voci. L’Amiata continua a scalpitare e non vuole essere terra di conquista geotermica. Non solo. Vuole scegliere il proprio futuro. Con questi obiettivi, nasce Rete centrali zero. Vi aderiscono Agorà CittadinanzAttiva, che fa capo a Franco Vite; Associazione TerrAmiata, il cui portavoce è Roberto Magnani; Comitato Fumarole, che non ha fornito il nominativo del proprio portavoce; No Geotermia Seggiano di Carlo Filippeschi. «Siamo una rete di comitati, associazioni, donne, uomini che vivono e amano questa montagna e combattono contro lo sfruttamento geotermico in Amiata. Riteniamo che la presenza di centrali geotermiche sia un errore e un pericolo dal momento che incidono negativamente sulla salute delle persone, degli animali e delle piante». Questo l’attacco del manifesto del raggruppamento che mette insieme comitati e gruppi contrari alle centrali sull’Amiata.
Ma cosa chiedono? «Vogliamo – dicono – la chiusura delle centrali già esistenti (le 5 centrali flash costruite da Enel) e siamo contrari alla costruzione delle 18 nuove centrali a media entalpia che la Regione vuole costruire per tutta l’Amiata e l’alta Maremma».
Dunque nessuna esitazione. No moratorie, ma chiusura dell’esistente e nemmeno a parlarne di altre centrali a media entalpia. «Lo sfruttamento geotermico in Amiata è frutto di una scelta politica ben precisa – spiegano –. Una politica che non riguarda solo la produzione elettrica, ma che interessa in toto l’Amiata, il futuro che qualcuno pensa per questa terra e le sue risorse. Un futuro che è in linea di continuità con la devastazione perpetrata fino a ora: uno sfruttamento incondizionato della montagna e delle sue risorse. Pensiamo che le grandi aziende non debbano decidere le sorti politiche e economiche di un territorio». A differenza di altri comitati, che hanno aperto un dialogo con le istituzioni chiedendo una mappatura del territorio nazionale per individuare i luoghi dove lo sfruttamento geotermico è compatibile con il paesaggio e le produzioni, la Rete centrali zero è contraria a qualsiasi sfruttamento, ovunque esso sia. La creazione di una rete nasce con la volontà di superare contrapposizioni partitiche, tanto che il manifesto spiega: «Crediamo nella cooperazione e nell’orizzontalità, per questo abbiamo deciso di costruire un momento comune, orizzontale, apartitico. Una rete capace di mettere in relazione comitati, associazioni e persone per costruire assieme non solo l’opposizione alle centrali geotermiche, ma anche il futuro che vogliamo per noi e per la terra in cui viviamo».(f.b.)
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