Il Tirreno

Grosseto

Centrale a Montenero, sì dal ministero

di Fiora Bonelli
Centrale a Montenero, sì dal ministero

Il dicastero dell’ambiente approva il progetto. L’ira di imprenditori, comitati e amministratori: «Pronti a fare ricorso al Tar»

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MONTENERO D’ORCIA. Il progetto pilota di centrale geotermica “Montenero” ha la Via. Il ministero dell’Ambiente, nonostante il coro di no locali che rimbalza da quasi due anni, va avanti e rilascia l’autorizzazione (datata 31 agosto).

«La nostra lotta non si fermerà sicuramente per una nota messa così, quasi di nascosto, su un sito ministeriale», dicono quelli del comitato Agorà cittadinanza attiva che annunciano mobilitazione generale.

Marta Temperini, una delle più attive di Agorà, lo dice chiaro e tondo: «Sebbene il rischio non sia imminente – dice – dato che adesso occorre un altro passaggio dal ministro e un altro ancora in Regione che dovrà esprimere parere vincolante, va da sé che la mobilitazione è assicurata. E fattibile un ricorso al Tar del Lazio».

Linea dura anche degli imprenditori e dei poteri economici amiatini che in passato alzarono le barricate contro l’ipotesi di centrale geotermica nel cuore del Montecucco, dei prodotti di qualità e delle eccellenze imprenditoriali della zona dove stonerebbe, a dir poco, una centrale.

Ubaldo Corsini, della Corsini biscotti, l’azienda di dolci e di pane che esporta dall’Amiata in tutto il mondo, incalza: «Tutte le azioni possibili sono state fatte, compreso un incontro a Firenze fra istituzioni regionali e imprenditori e sindaci locali. Sono molto sfiduciato, perché la sensazione è quella che questa centrale proprio la vogliano fare. Io sono comunque pronto a sottoscrivere il ricorso al Tar o a partecipare ad altre azioni per stoppare questa iniziativa».

Anche Giorgio Franci, imprenditore di olio pluridecorato a livello internazionale, ribadisce: «Faremo tutto il possibile per tutelare quello che abbiamo. Sicuramente prenderemo contatti fra noi imprenditori, coi vertici dei consorzi, cercheremo tutti insieme una strategia. Finora abbiamo cercato di percorrere con garbo la via dell’approccio con le istituzioni confidando nel buon senso. Non ci scoraggiamo: andremo avanti tutti insieme».

Deluso ma determinato, Franco Giannetti, assessore all’ambiente di Castel del Piano e residente a Montenero, il quale ha seguito a fianco del sindaco Claudio Franci, passo passo, la storia della centrale che è un progetto pilota contenuto nel progetto Montalcino. «Credevamo davvero che il parere sulla Via del ministero fosse diverso – dice –. Abbiamo prodotto osservazioni, richieste, ci siamo mossi in sintonia coi Comitati da un lato e con una cordata di imprenditori dall’altro. Contro la centrale ci sono, oltre ai massimi imprenditori locali, dieci, quindici agriturismi, aziende agricole che creano lavoro e indotto. Tutti nomi e griffe che fanno volume e che sono stati ignorati e bypassati. Ora tocca alla Regione esprimersi. Ci aspettiamo che si esprima in una certa maniera, come i cittadini stanno indicando ormai da tempo. Inoltre nella nostra zona imprese e aziende sono state acquistate da stranieri e da grandi imprese come Aruba. Con loro, ancora, non abbiamo avuto modo di confrontarci sul problema, ma lo faremo quanto prima. Noi, intanto, non escludiamo un ricorso al Tar».

E a proposito del ricorso, il sindaco Claudio Franci spiega: «Abbiamo già dato incarico ai nostri avvocati di prendere visione dei documento. Dopo questo passaggio andremo se possibile verso un ricorso al Tar del Lazio».

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