Il Tirreno

Grosseto

Al Fiora si è aperto il dopo-Tiberi Ecco chi è in pole

di Gabriele Baldanzi
Al Fiora si è aperto il dopo-Tiberi Ecco chi è in pole

A fine mese l’assemblea sceglierà i nuovi vertici della spa Le nomine passano dall’accordo Pd-centrodestra

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GROSSETO. Oggi il consiglio di amministrazione di Acquedotto del Fiora dovrebbe convocare per il prossimo 30 settembre l'assemblea dei soci. In quella data conosceremo i nomi dei nuovi vertici pubblici e privati della spa: presidente, presidente vicario e consiglieri politici e industriali.

Da diverse settimane ormai i comuni soci e la politica lavorano a questo passaggio. Viene dato per certo l'avvicendamento, dopo un solo mandato (fu nominato nell'estate del 2013), del presidente in scadenza Tiberio Tiberi, in quota Pd-Amiata. Non si andrà a conferma perche Tiberi, in questi tre anni, pur avendo il Fiora ottenuto discreti risultati (a partire dai bilanci), ha scavato un solco nelle relazioni interne (in particolare le teste che dirigono Acquedotto del Fiora), con i colleghi amministratori di società sorelle in ambito regionale, ma soprattutto con il socio privato (Acea), che spesso ha letto come intrusioni, invasioni di campo, alcune scelte del presidente. Difficile oggi stabilire se tutto questo - visto dalla parte dei cittadini - rappresenta un pregio o un difetto.

Ma nella composizione del nuovo cda interverranno anche altre variabili. Il centrodestra, per esempio, è cresciuto in termini percentuali nella torta della composizione societaria pubblica di Acquedotto del Fiora. Adesso può contare su comuni come Grosseto, Orbetello, Monte Argentario, Isola del Giglio, Roccalbegna, Magliano in Toscana, più su possibili alleanze (sui nomi) con Piancastagnaio, Pienza e Colle val d’Elsa. In pratica - se prendiamo i partner Pubblici della Conferenza Territoriale 6 “Ombrone” - gli avversari del Pd oscillano adesso tra il 12 e il 15%. Avranno, quindi, come minimo, un consigliere. Quasi sicuramente grossetano.

Questo nel caso si arrivasse a designazioni concordate e votazione all’unanimità nell’assemblea dei soci, come è sempre accaduto in passato. Stavolta però non è detto che accada. Se dovesse saltare l’accordo Pd-centrodestra si andrebbe alla conta e a quel punto molto dipenderà dalla presenze fisiche, con la possibilità per i comuni-minoranza di ottenere due consiglieri su cinque nella ripartizione.

L’importante, quando si parla di scelte e designazioni in società come il Fiora (ma il discorso vale anche per Aquaser, dove scade e rinuncia alla conferma il presidente amiatino-labronico Claudio Ceroni), è tener conto della competenza, dei curricula. Oggi più che mai. E al Pd, non a caso, in una fase così delicata, vengono chieste scelte coraggiose, che vadano oltre la volenterosa militanza. Per la presidenza di Fiora i nomi che circolano non sono attendibili: per l’Amiata si parla di mettere in pista uno tra Franco Ulivieri (che però è stato per troppo tempo agguerrito nemico di Fiora, Ato ed economie di scala) e Fosco Tosti, imprenditore che alle pendici della montagna ha realizzato un piccolo miracolo economico. È più probabile, però, che per la prima volta la presidenza vada a un grossetano e che la scelta (sulla quale metterà bocca il commissario del Pd comunale Francesco Gazzetti) rappresenti una sorta di punto di ripartenza dopo sconfitte, liti e commissariamenti.

Infine la nomina in Aquaser, impresa comune che opera nel settore dei servizi complementari del ciclo integrato delle acque e svolge un’attività di recupero e smaltimento dei fanghi di depurazione biologica e rifiuti derivanti dal trattamento delle acque reflue. Qui, negli ultimi tre anni, il presidente è stato Claudio Ceroni, manager che potrebbe presto avere altri ruoli in aziende di servizi pubblici. Ceroni non ha dato la disponibilità a bissare il mandato, ma non è detto che sarà un grossetano/a a sostituirlo. Il Comune di Grosseto - lo ricordiamo - per nomine e designazioni negli organismi partecipati dovrebbe applicare un regolamento approvato a suo tempo dalla giunta Bonifazi.

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