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Grosseto

«Solo tasse, niente servizi» Bocciatura per Farnetani

di Enrico Pizzi
«Solo tasse, niente servizi» Bocciatura per Farnetani

Castiglione della Pescaia, il centrodestra giudica insoddisfacenti i primi cento giorni Critiche di Giannone, Palmieri e Marrini: personale, frazioni, erosione, draga

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Un bilancio insoddisfacente, fallimentare, secondo il centrodestra castiglionese, quello dei primi cento giorni di governo dell’amministrazione guidata da Giancarlo Farnetani.

Michele Giannone, capogruppo del gruppo Dare, la lista che ha riunito il centrodestra e alcuni esponenti di liste civiche alle scorse amministrative, fa il punto, insieme al consigliere comunale Massimiliano Palmieri e al coordinatore provinciale di Forza Italia, Sandro Marrini, sui primi mesi di attività della giunta comunale, mesi segnati - sottolinea Giannone - dal mancato rispetto del patto di stabilità nel 2015, una situazione che ha comportato sanzioni politiche per l’amministrazione che non solo ha visto dimezzate le indennità di sindaco e assessori, ma non ha potuto assumere personale per la stagione estiva: non è stato potenziato l’organico dei vigili urbani ed è stato necessario fare marcia indietro per quanto riguarda il bando, pubblicato da tempo, per la selezione di un dipendente da assumere nella farmacia comunale.

Il centrodestra castiglionese accusa poi l’amministrazione Farnetani di avere sostanzialmente abbandonato le frazioni, con una particolare dimenticanza per Punta Ala. «Solo tasse - dice Giannone - e niente servizi, mentre Punta Ala chiede che sia rifatta l’illuminazione, ma c’è anche la lotta all’erosione costiera per la quale non c'è ancora un progetto nonostante che in campagna elettorale sia stato presentato uno stanziamento della Regione disponibile già a partire dal 2016». Non convince, poi, il centrodestra, l’iter che ha riguardato la draga per il porto, e il dragaggio - mette in evidenza Giannone - continua a essere un problema irrisolto.

Infine, ma non per ultimo, Forza Italia solleva il problema di una sede adeguata per i gruppi di opposizione. Al momento è stata individuata una stanza nel vecchio palazzo comunale, lontana, dunque, dalla sede del Comune, ma Giannone lamenta soprattutto il fatto che la stanza debba essere divisa con i consiglieri del Movimento 5 Stelle e che non sia dotata nemmeno di telefono, per contattare gli uffici comunali, e di un computer che consenta di accedere alla rete del Comune e agli atti di cui i consiglieri possano avere bisogno. «I consiglieri comunali - dicono Giannone e Marrini - debbono essere messi in condizione di poter svolgere il loro mandato. La sede serve per poter incontrare i cittadini in un luogo istituzionale».

Per quanto riguarda la questione migranti, su cui si era registrata qualche tensione nel centrodestra castiglionese, fino a parlare di dimissioni da parte di Palmieri, sia Marrini che Giannone gettano acqua sul fuoco e parlano solo di una incomprensione in merito ai numeri dei profughi, ma tutto immediatamente rientrato, dopo lo “sfogo” di Palmieri sui social, riportato dai giornali. Palmieri - si apprende - in realtà non ha mai pensato di dimettersi. Anzi, Marrini approfitta per chiarire che non solo a Castiglione è unito come non mai, ma che sta anche lavorando per allargarsi e andare oltre all'esperienza di Dare, cercando di recuperare, anche, la lista civica che aveva candidato Massimiliano Magrini.

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