La manifestazione
Caos scuola, esplode la protesta
Dieci maestre si aggiudicano il posto fisso dopo il ricorso al Tribunale di Grosseto
GROSSETO. Da un decennio a questa parte non si registra mai un avvio dell’anno scolastico senza polemiche, pendenze o proteste. Stavolta, però, è peggio del solito e Grosseto è una delle città dove il caos risulta evidente. Qui, infatti, oltre a un parere (del 2013) e una sentenza (del 2015), sempre del Consiglio di Stato, un paio di note del Miur (il decreto 353 del 2014 e una circolare del 2016), balla sul tavolo un’ulteriore ordinanza (del novembre 2015) firmata dal presidente della sezione civile del Tribunale cittadino, il dottor Vincenzo Pedone, riguardante 28 ragazze in quota Uil (ma non sono le sole), che reclamano il cosiddetto inserimento a pettine. Insomma una miriade di pronunciamenti e impugnazioni, a volte conflittuali, che non offrono certezze di sorta.
Ieri mattina, sotto il palazzo del Provveditorato, in via Damiano Chiesa, insieme ai segretari di categoria di Cgil, Cisl e Uil, si sono radunati una cinquantina di insegnanti dell’Infanzia (scuole materne), della Primaria (elementari) e del sostegno su entrambi gli ordini, per far sentire la propria voce. Presenti anche due carabinieri, che hanno raccolto le istanze dei presenti e presso i quali - esaminati gli atti partoriti ieri - potrebbe essere presentata formale denuncia per la mancata esecuzione di sentenze della magistratura amministrativa. A protestare, per la maggior parte, donne con il diploma magistrale, preoccupate e arrabbiate per ciò che sta accadendo in questi giorni in tutta Italia, vale a dire un’incomprensibile disparità di trattamento tra ricorrenti che hanno ottenuto le stesse ordinanze di immissione con riserva nelle graduatorie a esaurimento (Gae).
Cosa significa è presto detto. A seguito di un ricorso presentato nei mesi scorsi dal coordinamento nazionale dei diplomati magistrali, migliaia di ricorrenti dislocati in tutta Italia hanno definitivamente ottenuto dal Consiglio di Stato la possibilità di essere immessi in Gae con riserva, solo che negli ultimi giorni ogni Ufficio scolastico provinciale, mancando disposizioni univoche e chiare da parte del Ministero dell’Istruzione, ha deciso di procedere all’inserimento dei ricorrenti in maniera autonoma, tenendo conto di altro, per esempio circolari e interpretazioni di uffici legali fornite dal Miur. L’evidenza della disparità di trattamento è apparsa proprio nel momento di procedere alle immissioni in ruolo dalle graduatorie chiamate Gae. In questi giorni ogni Usp (i vecchi provveditorati), sulla base del contingente autorizzato dal ministero dell’Economia e delle Finanze, sta convocando gli aspiranti al ruolo presenti nelle graduatorie ad esaurimento di ciascuna città. Alcuni Usp, come Torino, Bologna e Pavia avrebbero scelto di immettere in ruolo anche i ricorrenti, altri invece (Lazio e Toscana) hanno deciso in modo diverso; altri ancora (Milano), sono stati costretti alla sospensione delle nomine dall'intervento di molti aspiranti che hanno di fatto bloccato le procedure per rivendicare i loro diritti. «Addirittura - spiega Fabrizio Settembrini della Uil - si profilano casi di disparità di trattamento anche tra diversi Usp della stessa regione».
A Grosseto il dirigente Giacomo D’Agostino, dopo aver incontrato i sindacati, ha deciso di assecondare l’ultima sentenza del Consiglio di Stato e l’ordinanza del Tribunale di Grosseto, inserendo le ricorrenti e mettendo una T accanto ai loro nomi. Per le altre inserimento ma senza possibilità di ambire a ruoli o incarichi. E così una decina di ruoli a tempo indeterminato (quelli disponibili, ancorché soggetti a clausola risolutiva legata al merito), sono stati attribuiti - tra le 9 e le 11 di ieri - in base al punteggio e all’anzianità di conseguimento della specializzazione. Tra i fortunati (si fa per dire) anche tre ragazze oggetto dell’ordinanza del giudice Pedone. Gli effetti di quest’ultima, però, si vedranno soprattutto domani, sugli incarichi annuali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
