Il Tirreno

Grosseto

«L’acqua è inquinata» e provano la truffa

di Paola Villani

Massa Marittima, due finti operai dell’acquedotto cercano di raggirare una coppia di anziani prospettando la raccolta di oro

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MASSA MARITTIMA. Due finti tecnici del servizio idrico tentano di truffare una coppia di anziani. Erano circa le 11,30 di martedì 6 settembre quando nella campagna massetana Vado all’Arancio è arrivata un’auto con due uomini: uno è rimasto in macchina a fare da palo e l’altro ha iniziato a bussare a uno dei casali della strada.

Nella villetta abita una coppia di anziani accuditi dalla figlia che in quel momento era andata a fare la spesa: il truffatore con indosso un gilet (di quelli che si devono mettere quando accadono incidenti stradali), un paio di pantaloni blu e una radiolina sulla spalla, ha provato a suonare alla porta di ingresso. La proprietaria, che ha più di 80 anni, si è affacciata alla finestra per vedere chi fosse: a quel punto il truffatore le ha detto che era un tecnico dell’Acquedotto e che era stato mandato dalla società per un controllo. L’anziana però all'inizio non ha ceduto e ha continuato a dirgli che non avrebbe aperto.

«Quando vado via - racconta la figlia - dico sempre a mia madre di non aprire a nessuno e così lei ha fatto: quando l’uomo continuava a sostenere che doveva controllare il contatore mamma ha tirato dalla finestra la chiave dell’armadietto esterno dove si trova, dicendogli di lasciarla poi di fronte al portone. Cinque minuti dopo se l’è trovato di fronte in casa sua». In pratica, a quanto spiega la figlia, il truffatore dev’essere riuscito ad aprire la porta di ingresso da dove, dopo tre scale, si accede a un’altra entrata di vetro.

«Sono sicura di aver chiuso il portone - spiega ancora la donna - l’ho fatto personalmente prima di andare a fare la spesa. Mamma mi ha raccontato di essersi trovata di fronte quell’uomo che continuava a parlare dell’acqua: le ha detto che era inquinata che doveva mettere un liquido nei rubinetti della cucina e del bagno e di raggruppare tutto l’oro che aveva “ringuattato”, questo il termine che ha usato, e di metterlo in un sacchetto che poi lui lo avrebbe nascosto nel congelatore. Fortunatamente il ladro, per andare nel bagno, è passato di fronte alla camera di mio padre».

L’anziano è fermo a letto ma è stato pronto a fargli alcune domande sul suo abbigliamento, sul fatto che non avesse il tesserino di riconoscimento e così il truffatore ha capito che non era aria e se n’è andato. Ad aspettarlo, prima della curva della strada, c’era un complice in auto. «Voglio raccontare la storia per mettere in guardia tutti: ho chiamato il Comune di Massa Marittima, i carabinieri e l’Acquedotto del Fiora - conclude la figlia - Non è giusto che i nostri anziani siano truffati così, fortunatamente i miei genitori non sono stati sfiorati ma la mia paura è che sia fatto loro del male». L’anziana è rimasta confusa tutto il giorno e il cane della figlia, in casa con la coppia, non ha abbaiato mentre solitamente lo fa e la padrona pensa che sia stato avvelenato o intontito con qualche sostanza.

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