Il Tirreno

Grosseto

Incendio in città, scoperto l'innesco

Elisabetta Giorgi
I campi bruciati lungo l'Aurelia sud a Grosseto
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I campi bruciati lungo l'Aurelia sud a Grosseto

La Scientifica acquisisce un involucro di carta stagnola nel campo andato a fuoco: prende consistenza l'ipotesi dolosa

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GROSSETO. Un probabile innesco di natura dolosa è stato scoperto nel campo andato a fuoco pochi giorni fa alle porte di Grosseto, di fronte alla lottizzazione del Glicine, accanto al negozio La petite maison. L’involucro, un pacchetto foderato di carta stagnola, è stato acquisito dagli uomini della polizia Scientifica e portato via dopo che la zona è stata interessata da un grosso incendio con successivi piccoli focolai che hanno minacciato la confinante attività commerciale d’arredamento.

Una giornata di fuoco. Le fiamme sono divampate nel primo pomeriggio di martedì 6 settembre: nel complesso è stata una giornata anomala sul fronte degli incendi, scoppiati in quattro punti diversi della Maremma praticamente in contemporanea intorno alle 15, mettendo a dura prova gli interventi dei vigili del fuoco e delle altre squadre intervenute. Un primo fuoco, quel giorno, è divampato proprio qua nella zona sud di Grosseto, lungo l’Aurelia di fronte al Glicine e a fianco del negozio La petite maison; un secondo in località Strillaie, un terzo a Capalbio e un quarto, sempre intorno alle 15, a Porto Ercole. La particolare e strana concomitanza tra i quattro roghi aveva sollevato da subito più d’un sospetto sulla presenza di un piromane che potesse aver appiccato volontariamente i roghi; sospetti che ora prendono ancor più consistenza con la scoperta del pacco, trovato in loco, acquisito dagli agenti di polizia e portato via.

Il precedente. Come se non bastasse c’è un “precedente” altrettanto inquietante venuto alla luce sulla strada della Collacchie esattamente un mese fa, era il 4 agosto. Anche quel giorno un incendio era nuovamente divampato nel comune di Castiglione della Pescaia, sull’arteria provinciale già devastata dalle fiamme il 22 luglio. Proprio a ridosso del ciglio stradale, sulla spalletta della fossa laterale da dove pare le fiamme siano iniziate, il 4 agosto sono stati trovati due pezzi di carta stagnola stropicciati e aperti. Anche in quel caso l’involucro, con innesco incendiario, è stato acquisito dalle forze dell’ordine. D’altronde, e purtroppo, non è un segreto che basti poco per far partire le fiamme impiegando carta stagnola contenente Diavolina, l’accelerante di facile acquisto che si usa per accendere la carbonella, come pure qualcosa di appena più sofisticato come “pallette” di zolfo assai micidiali e che praticamente non si spengono mai. A distanza di appena un mese - come legati da un filo rouge - ecco dunque due casi simili: due involucri di carta stagnola trovati a bordo strada e avvaloranti identici sospetti su un piromane che, magari passando in auto, rallentando davanti alla zona scelta, accendendo rapidamente l'accelerante e lanciandolo dal finestrino.

Il dopo incendio. Campi bruciati, alle porte di Grosseto. L’impresa della famiglia Pizzingrilli, titolare del negozio di arredi di legno e vimini sull’Aurelia sud, ha contato danni alla recinzione e all’impianto elettrico. Soprattutto è stata una giornata tremenda sul fronte emotivo, trascorsa nell’incubo di vedersi l’impresa commerciale di una vita inghiottita dall’incendio in un lampo, anche per colpa del vento che sospingeva il fuoco. «Voglio dire grazie, un grazie vero, grande e grandissimo ai vigili del fuoco di Grosseto per il tempestivo e fantastico intervento - dice oggi Marco Pizzingrilli - Ci è mancato veramente poco, forse due metri o poco più, perché tutti gli sforzi di una vita, di tutta la mia famiglia, diventassero il nulla. Ringrazio anche tutti gli amici e conoscenti che si sono preoccupati per noi - dice - E grazie a un agente che si è ferito per tutelare le mie cose. Non lo dimenticherò». Il fuoco - durato 3 ore - ha minacciato tutta la parte espositiva rischiando di provocare danni incalcolabili. Come quelli successi al Vivaio Principina, altra attività minacciata dalle fiamme che in quel caso non si sono arrestate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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