Sicurezza
Gli universitari studiano i segreti di Monteregio
Il castello al centro della Summer school concordata con l’ateneo di Bergamo Individuato l’unico tratto delle mura dell’edificio vescovile del XIII secolo
MASSA MARITTIMA. «Il mondo universitario può essere uno dei mezzi attraverso i quali valorizzare il nostro territorio».
Sono parole dell’assessore alla cultura Marco Paperini che per la città del Monteregio ha pensato di tessere rapporti con il mondo accademico – dal quale lui stesso proviene – stipulando una convenzione con l’Università degli Studi di Bergamo. Si tratta di una “Summer school”, ovvero corsi che gli studenti bergamaschi hanno l’opportunità di seguire durante il periodo estivo e che si svolgono per alcuni giorni a Massa Marittima.
«Si tratta di studi multidisciplinari – spiega Paperini – i 10 ragazzi che sono arrivati a Massa provengono dalle facoltà di Storia, Geografia e da un’interfacoltà tra Ingegneria e Architettura». Per gli universitari sono stati predisposti dei laboratori di trascrizione di documenti – lavoro che continuerà durante tutto l’anno accademico – oppure delle vere e proprie attività sul campo, come rilievi o studio degli elevati. L’obiettivo è quello di produrre nuovi studi e ottenere una trascrizione totale dei registri contenuti negli archivi massetani dai quali tanto ancora si può estrapolare. Per quanto riguarda le attività sul campo quest’anno si concentrano sul castello di Monteregio – la fortificazione costruita dagli Aldobrandeschi nel IX secolo attorno alla quale si è poi sviluppata tutta la città – oggi di proprietà della Asl e completamente abbandonata a se stessa anche se in vendita da qualche anno.
Quello che gli studenti sono chiamati a fare è un raffronto tra i rilevi contemporanei e quelli scoperti di recente in un manoscritto inedito del 1624 di Serafino Burali, argomento di studio dello stesso Marco Paperini: «La fortezza del Monteregio è un argomento poco studiato ma pieno di significati. Partendo dai rilievi del 1624, data in cui la fortezza manteneva ancora quasi intatti tutti i suoi caratteri medievali, si possono fare dei raffronti interessanti e capire quale doveva essere l’aspetto della città in passato. In questo modo scopriremo quali sono le aggiunte moderne e quanto di medievale c’è ancora».
Il primo incontro si è tenuto mercoledì e già in questi primi giorni sono state fatte delle scoperte interessanti: «Abbiamo individuato l’unico tratto delle mura del castello vescovile, dell'inizio del XIII secolo, ancora conservato – ha spiegato Paperini – esso è inglobato nel corpo ottocentesco dell’ex ospedale di Sant’Andrea. Confrontando i rilievi con la cartografia catastale, ed in maniera particolare con il disegno inedito seicentesco della fortezza, è stato possibile individuare il perimetro della Rocca vescovile del XII secolo ancora ben individuabile nell'ampio complesso dell'ospedale. È stato inoltre possibile ricostruire buona parte dell’assetto originario del Monteregio che occupava un’ampia porzione dell'attuale piazza Matteotti». I dettaglio delle nuove scoperte verranno presentati nell’incontro pubblico di domani mattina che chiuderà questa Summer School.
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