Il Tirreno

Grosseto

«Al Pollino alloggi per archeologi»

Il Comune ha deciso la destinazione della ex scuola. Protestano i genitori

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GROSSETO. Giovedì pomeriggio i genitori dei bambini del Pollino sono stati ricevuti dal Provveditore agli studi di Grosseto Giacomo D’Agostino.

Lunedì 12 settembre avrebbero dovuto avere una risposta definitiva dallo stesso D’Agostino e dalla dirigente dell’Istituto comprensivo Grosseto 5 Alessandra Marrata rispetto all’opportunità di trasferimento dei bambini dalla scuolina di campagna al piazzalone di Barbanella. «Nutrivamo qualche speranza - spiegano i genitori, dispiaciuti e arrabbiati al tempo stesso - il provveditore ci aveva ascoltato lasciando intendere la possibilità di una retromarcia, ma ieri il Comune di Grosseto ha anticipato il verdetto. Prima siamo rimasti a bocca aperta, poi ha prevalso l’indignazione. Qualcuno, da settimane, ci sta prendendo in giro e adesso ci faremo sentire...».

Ieri sera è stato preparato uno striscione da attaccare al cancello d’ingresso del plesso del Pollino. In effetti l’autogol della giunta Vivarelli Colonna è di quelli marchiani, alla Comunardo Niccolai. Ieri mattina, in una nota, l’amministrazione ha messo nero su bianco che l’edificio scolastico del Pollino ospiterà studenti, tecnici e docenti partecipanti a una campagna di ricerca archeologica su Roselle. Il discorso asilo, quindi, è apparso a tutti definitivamente chiuso. Si tratta di un progetto scientifico presentato dal docente di Etruscologia e antichità italiche del Dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali dell'Università degli Studi di Siena. L’ateneo senese ha chiesto di poter utilizzare degli spazi come base per ospitare studenti, tecnici e docenti già dal 10 ottobre fino all’11 novembre. E quest’ultima è stata appunto individuata nei locali della scuola materna (non ancora ex).

«Avevamo detto che ci saremmo impegnati per valorizzare la struttura, che è di proprietà comunale - spiega il vicesindaco Luca Agresti - e abbiamo colto questa occasione. Il Pollino ospiterà gli studiosi che si occuperanno di approfondire la conoscenza dell'insediamento romano di Roselle. Il Dipartimento si farà carico della cura e dell'attrezzatura dei locali. La giunta ha anche deciso di concedere il patrocinio dell'amministrazione comunale alla campagna di ricerca archeologica».

In serata, al telefono col Tirreno, il vicesindaco Agresti ha corretto un po’ il tiro: «A noi era stato comunicato che la decisione era presa. Qualora lunedì ci fosse un ripensamento o dei margini per lasciarvi l'asilo, nessun problema: noi faremo la nostra parte e per gli archeologi sarà trovata un'altra soluzione».

E l’opposizione in consiglio ha preso subito la palla al balzo. Lorenzo Mascagni (Pd), con un post su Facebook, si è schierato dalla parte dei genitori arrabbiati, precisando in premessa di non avere nulla in contrario al progetto scientifico alternativo che vi troverà ospitalità.

Gabriele Baldanzi

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