Italia
Padre e figlio fermati con la refurtiva
Sarebbero i responsabili di numerosi colpi sulle auto in sosta
PESCIA ROMANA. Sarebbero i responsabili di almeno una decina di furti nelle auto in sosta messi a segno nel corso dell’estate tra la costa laziale e quella della Toscana sud. E i carabinieri di Pescia Romana li hanno arrestati, dopo l’ennesimo colpo, quest’ultimo avvenuto a Porto Santo Stefano. Sono padre e figlio, romani, con numerosi precedenti alle spalle: non sono state rese note le generalità. I militari li hanno bloccati domenica pomeriggio sulla statale Aurelia. Dovranno rispondere di fronte alla magistratura di furto aggravato in concorso e continuato.
L’indagine, spiegano i carabinieri, è partita a seguito delle denunce di furto presentate dai villeggianti che, al ritorno dal mare, si vedevano distrutti i finestrini delle auto parcheggiate nei pressi delle spiagge. I militari hanno intercettato padre e figlio sulla statale all’altezza di Pescia Romana, a bordo di un’autovettura presa a noleggio, dopo l’ennesimo furto compiuto a Porto Santo Stefano. La perquisizione effettuata sull’auto ha consentito ai carabinieri di ritrovare parte della refurtiva: era stata nascosta nel vano motore e all’interno degli sportelli. Si tratta di smartphone, computer portatili, denaro, carte di credito ed effetti personali: tutto materiale restituito ai legittimi proprietari.
Padre e figlio, dopo gli accertamenti di rito negli uffici della Compagnia carabinieri di Tuscania, sono stati portati al carcere di Civitavecchia. In mattina gli arresti sono stati convalidati e i due sono stati trattenuti in carcere.
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