Il dolore
Mense, è bagarre sui costi Il Comune rivede le tariffe
Gavorrano, incontro ad alta tensione tra sindaco, assessori e genitori degli alunni Iacomelli: «Ecco le modifiche per venirvi incontro». Lunedì il piano definitivo
GAVORRANO. É stato un incontro carico di tensioni quello che si è svolto lunedì sera all’Auser di Bagno di Gavorrano tra i genitori dei bambini dell’asilo e delle elementari e la giunta comunale. Il pomo della discordia è l’aumento del 30 per cento dei costi della mensa scolastica, rincaro, che dipende dall’impossibilità del Comune di coprire la stessa quota di partecipazione degli anni passati. Infatti, se prima le famiglie dovevano pagare circa il 48% dei 213.000 euro del costo del servizio mensa, quest’anno dovranno partecipare per qualcosa che si aggira intorno al 62%.
«Si tratta di una scelta dolorosa – ha detto il sindaco Elisabetta Iacomelli ai tanti genitori intervenuti – non avremmo mai voluto intervenire sulle tariffe scolastiche ma non possiamo fare altrimenti. Il principio che stiamo cercando di applicare è quello di far pagare tutti in base alle proprie possibilità e stasera (lunedì sera, per chi legge) abbiamo apportato delle modifiche al piano presentato la settimana scorsa per venire incontro alle richieste fatte dai genitori».
Alla riunione precedente, infatti, era stata presentata una tabella di costi che aveva destato molte polemiche; per questo nella serata di lunedì sono state presentate delle nuove proposte. «La nostra scelta è quella di mantenere il diritto allo studio – ha dichiarato l’assessore Ester Tutini – la conformazione del nostro territorio fa lievitare i costi dei servizi, ma avere scuole su tutto il territorio deve essere un vanto, anche se mantenerle costa. Abbiamo quattro scuolabus con relativi autisti e cerchiamo di mantenere la qualità del cibo che serviamo a tavola anche se abbiamo dovuto eliminare il biologico».
La coperta è corta e l’aumento dei costi non può essere quindi rivisto. L’unica cosa che sembra possibile è allora la redistribuzione dei rincari. Se nella riunione passata era rimasto invariato il costo della mensa per la famiglie meno agiate, le proposte di lunedì hanno mostrato una suddivisone dei costi più bilanciata: «Abbiamo aumentato le tariffe che erano più basse e cercato di non superare il costo effettivo di 6,15 euro a pasto – ha continuato l’assessore Tutini – Il costo più elevato è adesso quello di 6,50 euro per chi ha un Isee superiore ai 30.000 euro».
Ma alle famiglie intervenute non è piaciuto l’aumento di 0,35 centesimi sul prezzo massimo: «In farmacia quando un cliente ha un Isee alto e deve pagare il farmaco a prezzo pieno non paga più di quanto il bene effettivamente vale – ha detto una mamma – Non vedo perché qui si debba pagare un pasto più del suo valore reale».
La proposta fatta dalla giunta è comunque piaciuta più di quella fatta in precedenza anche se ci sono ancora dei ritocchi da fare: è buona, secondo i genitori, la suddivisione dei costi in un numero maggiore di fasce, ma da loro è stato chiesto di rivedere il costo massimo del pasto che deve rispettare il prezzo di 6,15 euro.
La decisone è quindi rimandata a lunedì prossimo quando verrà presentata la tabella definitiva dei costi.
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