Proteste
«I Nirvana? Era meglio Alda Merini»
Follonica, sul “cuore” delle polemiche interviene Nedo Bianchi, uno dei più noti prof di storia dell’arte
FOLLONICA. Il professore di storia dell’arte dice la sua sulle iniziative culturali follonichesi. Nedo Bianchi, (nella foto) classe 1942, oggi in pensione, ha insegnato per venticinque anni arte e disegno al liceo scientifico del Golfo. Autore di testi sui partigiani – qualche anno fa ha pubblicato il libro “Mafalda e la siepe di ginestre” edito da Effigi, sempre sulle storie partigiane – e attivo nel comitato per il Sì al referendum, il docente originario di Murci, esprime il suo pensiero sul dibattito interno alla maggioranza di governo, ma anche tra i cittadini, su quelle che sono le scelte nell’ambito culturale della giunta di Andrea Benini. «Non conosco i termini e i motivi che hanno provocato troppe parole generiche e ovattate – spiega Bianchi – Per la cultura esiste un assessorato ad hoc che, si avvale della consulenza e approvazione di una commissione e, credo, per specifiche competenze, si avvalga anche del parere di esperti».
Professore, sulle spese per la cultura che ne pensa?
«Non conosco il bilancio comunale ma so che ogni spesa è sempre rapportata alla disponibilità delle risorse. Se il bilancio è attivo, non vedo perché non si debba investire per la cultura, a meno che non ci siano altre emergenze».
Si sta discutendo molto sul Cuore dei Nirvana disegnato sul muro del Casello idraulico: i cittadini si interrogano se si tratta di una opera d’arte oppure no e secondo lei?
«Credo che il dilemma opera d’arte sì-opera d’arte no si debba sorvolare. È una domanda di altri tempi, quando era accettata e diffusa l’estetica di Benedetto Croce. Oggi viviamo in tutt’altra epoca. Oggi tutto si mescola e tutto si confonde: immagini, pubblicità. fotografia, cinema, televisione; le comunicazioni visive, verbali o sonore non hanno confini definiti».
Ma allora cosa ne dice del cuore disegnato sul Casello idraulico cosa ne dice?
«La mia perplessità è altra. I Nirvana sono stati un gruppo rock della prima metà degli Anni Novanta che ha influenzato una generazione, rimasta affascinata da quella musica aggressiva e trasgressiva. Ma sempre di musica rock si tratta, ed è come quella di altre decine di band. Ora, da un loro testo, scontato e banale, volerne tranne un testo poetico mi sembra esagerato, soprattutto se lasciato nella sua lingua originale. In quanto a poesia mi sembra che esista molto altro. La lingua italiana possiede una ricchezza smisurata di poesie e poeti: da Cavalcanti e Luzi c’è solo l'imbarazzo della scelta. Il cuore va bene ma avrei gradito una frase in italiano, in base al principio che l’arte deve essere di tutti. Penso per esempio ad una bella poesia di Alda Merini».
Professore, ma lei è mai stato contattato dal Comune per qualche consulenza?
«Mi faccia una domanda di riserva..».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
