Il dolore
Ance: «Case più sicure percorso in quattro tappe»
GROSSETO. Il recente terremoto nel Centro Italia ha indotto l’Ance Grosseto, l’associazione dei costruttori, a evidenziare «la necessità di sviluppare un processo più efficace per mettere in...
GROSSETO. Il recente terremoto nel Centro Italia ha indotto l’Ance Grosseto, l’associazione dei costruttori, a evidenziare «la necessità di sviluppare un processo più efficace per mettere in sicurezza il territorio e il patrimonio immobiliare: abitazioni civili, immobili destinati ad attività economiche ed edifici pubblici a carattere strategico».
Un percorso la cui adozione viene definita «improrogabile» per intervenire anche nei territori della nostra provincia interessati dal dissesto sismico, come Santa Fiora e Castell’Azzara classificati come zona 2. «Per quanto riguarda gli immobili pubblici - scrive il direttore Mauro Carri - per l’Ance è necessario un piano di prevenzione del rischio sismico che, sul modello di quanto già previsto per la messa in sicurezza delle scuole e la riduzione del rischio idrogeologico, consenta una visione unitaria ed una concentrazione dei fondi. Con riferimento al patrimonio edilizio privato, l’Ance sta procedendo ad una valutazione dello stock distinto per destinazione d’uso, epoca di costruzione e tipologia della struttura edilizia. Per gli edifici commerciali, un tale piano dovrà prevedere la messa in sicurezza entro un periodo di 10 anni, pena la perdita dell’agibilità dell’edificio e l’impossibilità di proseguire l’attività».
Quattro invece le linee di azione per le abitazioni private: «1) Regole per aumentare il livello di conoscenza e consapevolezza del rischio da parte della popolazione. 2) Obbligatorietà della diagnosi della sicurezza dell’edificio, prevedendo la detrazione fiscale del costo per la diagnosi degli edifici nella zona sismica 2, quantomeno per quelli realizzati ante 1974. Per le nuove abitazioni, l’obbligo di fornire all’acquirente, all’atto del rogito, la documentazione relativa alle caratteristiche tecniche e statiche dell’immobile. 3) Utilizzare la leva delle detrazioni d’imposta per interventi di adeguamento sismico, che permettano di mettere in sicurezza interi edifici e non solo le prime case, prevedere la cessione del credito fiscale e prevedere contributi aggiuntivi a fondo perduto. 4) Fissare un periodo per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza, almeno a 20 anni per quelli in zona 2».
Ancora nel settore privato, Ance sugerisce di «introdurre una qualificazione delle imprese di costruzione che operano sul mercato; una qualificazione che tenga conto della capacità di organizzare e controllare il processo produttivo per la corretta e adeguata realizzazione degli interventi, attraverso l’utilizzo delle migliori e più adeguate tecnologie costruttive, ma occorre anche un’assunzione di responsabilità della Pubblica amministrazione che sburocratizzi e che destini efficacemente le risorse disponibili».
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