La manifestazione
Abusi sessuali, indagato massaggiatore
Grosseto, avrebbe costretto una ragazzina di 12 anni a subire rapporti sessuali non completi. Sono in corso due perizie
GROSSETO. Un fisioterapista di Grosseto è indagato dalla Procura per presunti abusi sessuali commessi su una ragazzina di 12 anni, all’interno del suo studio professionale. Rapporti sessuali non completi di vario tipo, che si sarebbero protratti per varie sedute, alla quale la bambina era presente insieme alla madre. Quest’ultima non si era accorta di nulla, perché addormentata nel corso della terapia.
Un fascicolo aperto a giugno, una volta che i genitori erano andati in Procura a raccontare i loro dubbi e le loro angosce, dopo aver raccolto le parole della figlia. I fatti descritti nella querela, di cui è in corso il riscontro anche attraverso esami specialistici, sarebbero avvenuti nei primi mesi dell’anno. Ad aver bisogno dell’opera del massaggiatore - ultrasessantenne e tra l’altro con precedenti specifici, l’ultimo dei quali risalente a venti anni fa - era stata la madre della donna, a partire più o meno dal mese di febbraio; con sé, successivamente, aveva portato la figlia. Sedute che si erano ripetute varie volte alla settimana nel centro in cui lavora il fisioterapista, il quale è conosciuto perché presta la sua attività anche in favore di società sportive. Anche la bambina, in seguito, aveva usufruito dei massaggi del professionista. Tutto sembrava fosse andato regolarmente fino più o meno a maggio-giugno. Nel corso di una di queste sedute la ragazzina aveva fatto un’affermazione particolare, che aveva colpito l’attenzione della madre. Una volta a casa, mamma e babbo avevano approfondito l’argomento, poi erano andati da uno specialista per capire se quelle parole potevano avere un fondamento: la ragazzina aveva raccontato di rapporti orali e di masturbazioni, cui sarebbe stata costretta dal fisioterapista. Un racconto che agli stessi genitori era apparso inverosimile. Eppure della loro figlia è impossibile dubitare.
Lo specialista, ascoltata la ragazzina, aveva subito indirizzato i genitori in Procura, dove è stato aperto un fascicolo. Gli inquirenti hanno scelto, come sempre in questi casi, di procedere ad approfondimenti mediante l’incidente probatorio, cioè l’acquisizione di elementi di prova già in fase di indagine, inviando un’informazione di garanzia al fisioterapista per consentirgli di prendere parte agil accertamenti. Così il gip ha incaricato due esperti: un genetista e un neuropsichiatra infantile, ciascuno per le proprie competenze. Il secondo deve dare risposte sull’attendibilità della ragazzina, il primo deve analizzare la maglietta di lei per rintracciare eventualmente le tracce biologiche da ricondurre agli abusi sessuali denunciati.
I risultati delle perizie non sono ancora disponibili, la discussione si terrà alla fine di ottobre. Da questi riscontri il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio deciderà se portare avanti l’azione penale chiedendo il rinvio a giudizio dell’uomo.
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