Toscana
Tira un’asse da stiro contro i carabinieri Badante in manette
Aveva dato in escandescenze con i padroni di casa Ha patteggiato un anno ed è tornata libera: «Lascerò l’Italia»
GROSSETO. Aveva alzato il gomito, secondo chi l’aveva chiamata a casa per darle un lavoro e secondo i carabinieri intervenuti quando aveva dato in escandescenze, tirando anche l’asse da stiro: ma lei fa cenno di no con la testa, davanti al giudice, mentre è in corso il processo nei suoi confronti.
Alticcia o no, Marzena Jolanta Harasimowicz, 53 anni, polacca di nazionalità e badante di mestiere, ha dovuto fare i conti con la giustizia per quanto avvenuto sabato sera nell’abitazione di una famiglia di Braccagni, che era alla ricerca di una persona che potesse stare dietro a una delle anziane componenti, malata da qualche tempo. Il giudice Andrea Stramenga ha convalidato l’arresto chiesto dalla Procura (in aula il viceprocuratore onorario Elena Bartalini) e ha disposto il divieto di ingresso nel Comune di Grosseto. Subito dopo, accusa e difesa (avvocato Domenico Finamore) hanno trovato l’accordo per un patteggiamento da un anno: resistenza a pubblico ufficiale, violazione di domicilio (perché si sarebbe trattenuta in quella casa contro la volontà dei proprietari), esercizio arbitrario delle proprie ragioni (perché avrebbe preteso il denaro per i due giorni di lavoro svolto, quando avrebbe invece dovuto rivolgersi al giudice). «Voglio solo tornare in Polonia», ha detto la donna, spiegando in un buon italiano che tutto è stato dovuto a un equivoco.
La storia si è articolata tra venerdì, giorno in cui la straniera è stata prelevata alla stazione da una quarantenne abitante a Braccagni che cercava una badante per la madre. Al sabato pomeriggio, la donna ha iniziato a parlare con la badante delle condizioni economiche del lavoro: quando la badante, secondo la querela, ha chiesto 1.200 euro più due giorni liberi dal lavoro, più vitto e alloggio pagati, la donna ha spiegato che ne avrebbe dovuto parlare con il fratello. E a quel punto Marzena avrebbe alzato la voce, spiegando che non sarebbe andata via di casa se non avesse avuto mille euro e che anzi sarebbe andata dai carabinieri. I carabinieri sono poi arrivati, chiamati però dalla donna di Braccagni, che tra l’altro aveva richiesto l’intervento di un amico di famiglia notando che la situazione stava precipitando. E a questo punto Marzena avrebbe dato in escandescenze. Avrebbe minacciato di gettarsi dalla finestra, avrebbe lanciato contro i militari prima un ventilatore, poi degli occhiali, infine un’asse da stiro. Nemmeno la presenza di un carabiniere di sesso femminile aveva avuto l’effetto di smorzare i toni: anzi, nei suoi confronti Marzena avrebbe pronunciato parole particolarmente offensive. A un certo punto, la badante si sarebbe diretta verso il bagno infilandosi nella vasca.
Ce n’era abbastanza per procedere all’arresto, che infatti è stato eseguito la sera stessa. La badante è stata portata al carcere di Sollicciano e da qui ieri mattina ha raggiunto con la scorta della polizia penitenziaria il Tribunale di Grosseto. Marzena, che ha svolto anche qui in provincia lo stesso lavoro, ha spiegato che non era stata capita e che voleva solamente trovare il modo di lasciare Braccagni. Lascerà adesso direttamente l’Italia.
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