Il Tirreno

Grosseto

Raid nella colonia felina Gatto ucciso a bastonate

di Paola Villani
Raid nella colonia felina Gatto ucciso a bastonate

Follonica: sconcertante episodio di violenza nel rifugio del quartiere Capannino Una bestiola straziata, dieci mancano all’appello. Si salva il cane che era nascosto

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FOLLONICA. Sangue ovunque sul pavimento e una povera bestiola con il cranio distrutto. Arriva da Follonica l’immagine che ieri pomeriggio ha sconvolto il popolo del web (e che non pubblichiamo perché atroce): arriva dalla colonia felina del quartiere Capannino. Un gatto è stato ucciso a bastonate, come ha confermato la veterinaria follonichese, Franca Ciani, delegato Eital (Ente italiano tutela animali e legalità) per la Toscana. I segni su quel povero randagio morto ammazzato erano inequivocabili: è stato preso a colpi di bastone. Dieci altri gatti mancano ancora all’appello e gli altri settanta sono spaventati tanto che non si fanno avvicinare per essere visitati.

La struttura di proprietà di due volontarie follonichesi si trova nella campagna della città del golfo in un’area acquistata tempo fa da una delle due gattare. Recintata e ben tenuta, accoglie – o meglio, accoglieva – circa 80 felini e un anziano cane oramai sordo per l’età. I gatti della colonia sono tenuti in gabbie di grandi dimensioni chiuse sia ai lati che con tetti, con cuccette, lettiere e giochi per farli divertire. Le due gattare, tra l’altro anziane, provvedono da sole al loro mantenimento: e qualche aiuto arriva da una associazione inglese che una volta all’anno manda del cibo e dei medicinali. L’amore per gli animali le ha portate a creare questa colonia al Capannino, che con il tempo è arrivata ad ospitare 80 gatti, animali che considerano propri per l’affetto che le lega a loro.

Ieri mattina una delle due gattare è andata al rifugio per sbrigare le attività quotidiane. Alle 9 è arrivata all’ingresso della struttura e ha trovato il lucchetto rotto: il primo pensiero è stato di aver dimenticato di chiuderlo. Poi ha notato un buco nella recinzione. Ma quello non era nulla in confronto a ciò che la attendeva all’interno: una gatta, Ivana, giaceva senza vita al centro di una delle gabbie, in una pozza di sangue. Stava da più di 20 anni in quel rifugio: trovatella, aveva dei problemi a una gamba e le volontarie l’hanno prima curata e poi accudita.

Altro sangue era sparso dentro le recinzioni che erano state tutte aperte. Ciotole rotte, scope spezzate a metà, giochi distrutti e scatolette gettate sui muri.

La gattara ha subito cercato di capire se ci fossero altre vittime, ma nonostante mancassero dieci gatti all’appello, non ha trovato nessun altro cadavere nella colonia.

«È stato un atto di una ferocia inaudita – spiega la delegata Eital Toscana, Franca Ciani – C’era sangue sparso ovunque e da come sono stati ritrovati gli oggetti sembra quasi che abbiano tentato di far male agli animali gettando contro alle bestiole scatolette, coperte o bastoni. Un tiro al bersaglio crudele, immotivato. La gatta trovata morta è stata sicuramente presa a bastonate, lo si intuisce dalle condizioni del muso: speriamo che i dieci animali che mancano siano scappati e non siano stati anche loro uccisi. All’interno della struttura c’è anche un cane che, essendo anziano e sordo, per dormire si nasconde: e quindi, fortunatamente, non è stato toccato. Le gattare adesso sono rimaste senza le provviste di cibo perché chi è entrato ha spaccato alcune scatolette e ne ha rubate altre. Sarebbe molto importante per loro che qualcuno si facesse avanti per aiutarle».

L’episodio è stato denunciato alle autorità locali nella speranza di rintracciare il colpevole o i colpevoli.

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