Il Tirreno

Grosseto

Il grande abbraccio a Enrico e alla famiglia

di Fiora Bonelli
Il grande abbraccio a Enrico e alla famiglia

Centinaia di persone ai funerali di Dondolini, il padre di famiglia ucciso da una puntura di insetto

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BAGNOLO. Un grande abbraccio per Enrico dalla comunità a cui apparteneva e che gli voleva bene. Una folla piangente e composta ha dato l’estremo saluto, ieri pomeriggio, a Enrico Dondolini, fulminato domenica dalla puntura di un insetto nel giro di pochi secondi, presumibilmente un tafano, davanti alla moglie disperata mentre la coppia stava facendo un lavoro nell’orto di casa a Case Fioravanti di Santa Fiora.

Cinquant’anni, conosciuto da tutti, con una famiglia numerosa, la moglie e quattro figli di cui solo il primo maggiorenne. Un fiume di gente di Bagnolo, Bagnore e Santa Fiora, ma anche di Selvena, paese di cui è originaria la moglie di Enrico, Stefania, ha riempito la chiesa e la piazza di Bagnolo.

La piccola chiesa del Santissimo nome di Maria dove sono stati celebrati i funerali non è stata in grado di accogliere tutti, e così la folla silenziosa si è disposta attorno, vicino al carro funebre che di lì a poco avrebbe portato via le spoglie di un concittadino che tutti conoscevano.

C’erano gli amici che ripercorrevano col racconto il momento della morte: «È riuscito solo a dire che gli sembrava di essere stato punto. Poi è caduto a terra esanime. A nulla è valso il massaggio cardiaco di un vicino di casa. Enrico soffriva di allergia alle punture di insetti e già in passato aveva avuto un episodio di intolleranza alle punture. Ma questa volta non ce l’ha fatta».

C’erano anche tanti bambini e ragazzi con maestri e professori, a sostenere col loro affetto e la loro presenza i figli della coppia. C’era il sindaco Federico Balocchi e il capogruppo di minoranza Riccardo Ciaffarafà.

Una massiccia manifestazione di amore rigata dalle lacrime di tanti, parenti e amici, a proposito della quale il parroco don Giacomo Boriolo che ha officiato la messa funebre, ha esordito dicendo: «Enrico era un uomo buono. Noi tutti gli volevamo un gran bene. Infatti oggi siamo tutti qui a mostrare il nostro dolore e a stare vicini ai familiari. Ma se il bene è sincero, bisogna esserci anche domani», esortando tutti a non dimenticare la situazione di una famiglia che adesso si trova privata delle braccia di Enrico, che aveva un’azienda di taglio di legna che serviva a mantenere tutta la famiglia.

Il figlio maggiore per aiutare era andato in Sicilia a fare la stagione, e proprio in Sicilia è stato raggiunto dalla notizia della morte del padre.

Ai figli e alla moglie è andato il pensiero di don Giacomo: «Questo sarebbe il momento del silenzio – ha detto – perché non ci sono parole sufficientemente adeguate per descrivere un dolore così viscerale. Penso a Enrico, ma penso a chi resta. Sta a tutta la comunità restare loro vicina».

Quando il feretro è uscito dalla chiesa il fiume di gente ha accompagnato a piedi Enrico al piccolo cimitero di Bagnolo per la sepoltura.

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