Il Tirreno

Grosseto

parla l’operatrice tv caduta dalla tribuna allo stadio

«È stato un attimo Non ricordo niente»

GROSSETO. «Io ero su un tribuna che facevo le riprese. A un certo punto ho iniziato a sudare e sono svenuta: è stata questione di un secondo. Non ricordo niente». Così Tatiana Batista, operatrice...

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GROSSETO. «Io ero su un tribuna che facevo le riprese. A un certo punto ho iniziato a sudare e sono svenuta: è stata questione di un secondo. Non ricordo niente».

Così Tatiana Batista, operatrice televisiva di Tv9, 39 anni, racconta della sua brutta caduta dalla tribuna dello stadio Zecchini a Grosseto. L’incidente è successo domenica pomeriggio durante la partita del Grifone contro la Fezzanese, poco dopo l’inizio del secondo tempo. La ragazza, origine cubana ma ormai maremmana a tutti gli effetti da moltissimi anni, stava riprendendo con la telecamera la gara quando è caduta in avanti dal soppalco della tribuna destinato da sempre alle riprese. Un volo bruttissimo in cui lei ha battuto la testa rimanendo per alcuni istanti immobile a terra e facendo spaventare tutti. È stato pronto l’intervento degli operatori del 118 che l’hanno immobilizzata e portata in ospedale, dove più tardi è stata sottoposta a ogni tipo di esame e trattenuta in osservazione per la notte. Anche per l’intera giornata di ieri Tatiana è rimasta ricoverata al Misericordia in Obi, osservazione breve intensiva. Probabilmente sarà dimessa oggi. Ed è dal letto d’ospedale che lei stessa ci racconta quel poco che ricorda. «Ho perduto i sensi - dice - Non ricordo assolutamente nulla. Mi sono svegliata a terra dopo essere precipitata di sotto. Ho sentito le voci confuse di tutti, ho aperto gli occhi e visto tutti su di me che cercavano di rianimarmi. C’erano tante persone addosso a me ma non capivo. La prima persona e anche l’unica che ho riconosciuto è stato Pincione (presidente del Grosseto, ndr) che era vicinissimo a me, allora ho capito che ero allo stadio. Le altre persone non le conoscevo perché erano paramedici, soccorritori. A un certo punto una persona mi ha preso la mano: lavora allo stadio come guardia e mi ha chiesto come mi chiamassi. Gli ho detto il mio nome. Poi sono svenuta ancora». Tatiana ha passato anche la notte scorsa in ospedale tra prelievi e visite di ogni tipo (ecografie, tac, radiografie etc). I medici le hanno riscontrato alcune piccole fratture, tra cui alla spalla destra e alla colonna vertebrale.

Elisabetta Giorgi

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