Il Tirreno

Grosseto

il ritratto

Un animo nobile dalle mille passioni

Un animo nobile dalle mille passioni

Teatro, sport, amici: tantissimi interessi di un uomo per bene

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Sorridente, con un abito broccato di scena e un’espressione buffa sul viso. Spesso la sua faccia ha salutato i passanti dai muri della città nei manifesti della compagnia teatrale Ridi Pagliaccio, dove era applauditissimo attore e vicepresidente. Oppure in jeans e maglietta, rilassato con gli amici, sorridente in un selfie. O, ancora, in giacca e cravatta, preparato e competente impiegato dietro alla sua scrivania all’Agenzia delle Entrate di Grosseto. O con i panni da lavoro in campagna, nel suo agriturismo alle porte di Scansano, che curava personalmente. O ancora scatenato in balli latino americani.

Un giovane uomo, tante passioni. Uno scrigno, il suo cuore, dentro al quale custodiva un caleidoscopio di interessi che sapeva incanalare in tanti rivoli diversi: il teatro, il ballo, lo sport, il lavoro.

Ma la passione vera di Gianluca Guelfi era il parapendio. Togli gli abiti di impiegato e smesse le parrucche di scena, appena ne aveva occasione Gianluca indossava le ali, si lanciava in volo, zigzagava tra le nuvole affidando alle correnti i suoi sogni. Il cielo, però, ieri l’ha tradito. È morto precipitando mentre era in volo sui cieli del Lazio, ad appena 39 anni.

Guelfi li aveva compiuti appena lo scorso 15 luglio. Grossetano, non era il tipo da divano, Gianluca. Il fine settimana non si faceva spaventare dalle levatacce e macinava chilometri per raggiungere i campi di lancio.

Pieno di interessi, curioso della vita e sfortunato. Orfano di madre, la signora Cesarina Matteini, Gianluca era cresciuto con il padre Alessandro _ ingegnere, ex insegnante, uno dei proprietari del mattatoio di Istia _ e con la sorella Eleonora, studentessa e titolare dell’agriturismo.

Un ragazzo onesto, a posto, senza grilli per la testa. Un animo nobile. Alla prima apparenza forse timido. Ma bastava parlarci pochi secondi per scoprire un uomo intelligente, ironico, simpatico. Una persona rara. Un punto di riferimento per i suoi amici. E ne aveva tantissimi, con il suo carattere gentile, l’animo sensibile, le tante passioni. Un animo nobile.

Gli amici sono sotto choc. No, non doveva succedere, non a Gianluca. «Sono distrutto», dice con un filo di voce Giacomo Moscato fondatore della compagnia. «Ha lavorato con me per una vita, praticamente 25 anni». Un amico, un fratello, un figlio. Una vita spezzata troppo presto. (Nella foto, Guelfi, a sinistra, con Moscato in scena)

Francesca Ferri

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web