Sicurezza
Castel del Piano apre le feste di settembre Ecco il palio arazzo
Ovazione per l’autrice del drappo Maria Palma Gangemi Centinaia di persone hanno atteso per vedere il capolavoro
CASTEL DEL PIANO. Nel segno incantato di un palio unico nel suo genere, si sono aperte a Castel del Piano le feste di settembre. Fra la commozione di Maria Palma Gangemi che ha tessuto per Castel del Piano l’arazzo palio, l’ovazione dei presenti per un lavoro di altissimo livello, la benedizione del drappo di Don Gianni Lanini, le presentazioni istituzionali del sindaco Claudio Franci e della sua delegata Susanna Pioli, nonché la dotta spiegazione di Marco Farmeschi, voce paliesca di Castel del Piano, è stato presentato, ieri nella sala consiliare del paese amiatino, il drappo che si contenderanno le contrade Borgo, Monumento, Poggio e Storte, nella tonda del borgo in onore di Maria Santissima delle Grazie. E come di consueto, la cerimonia è stata solenne fin dalla messa, a cui hanno partecipato capitani, magistrati e presidenti delle contrade, con le istituzioni e il popolo dei contradaioli, ognuno già coi suoi colori che saranno indossati e esibiti fino all’8 settembre, quando si chiuderanno le feste. Poi il palio è stato mostrato al numeroso pubblico in attesa davanti al portone del comune: era scortato dai vessilliferi e da altri figuranti di tutte le contrade che in corteo, al rullo dei tamburi, lo hanno accompagnato alla benedizione del parroco sulle scale della chiesa dell’Opera e poi davanti all’altare della chiesa della Madonna delle Grazie, sotto l'effigie che si venera qui dal 1400.
Sull’altare, don Gianni Lanini aveva disposto una tovaglia ricamata per la Madonna dalle mani d’oro di Fiorella Poli, già creatrice di altre tovaglie d’altare simili: lavoro elegantissimo e raffinato con la scritta Ave Maria.
E infine, il palio-arazzo è stato trasferito in una sala consiliare stracolma. Susanna Pioli, delegata alla manifestazione dal sindaco Franci, ha ricordato il “tempo sospeso” del palio, vale a dire l’eccezionalità di una festa che si rinnova antica ma sempre diversa in una cinque giorni densa di eventi, di cerimoniali, di simbologie.
L’emozione dell’autrice del palio, Maria Palma Gangemi, maestra arazziera del Quirinale, era palpabile e il suo sentire è stato illustrato da Marco Farmeschi, storico di Castel del Piano e esperto di palio. «Un palio arazzo – ha ricordato Farmeschi – ci fu anche a Siena, ma venne eseguito con una lavorazione diversa da quella usata da Maria, che ha messo nella tessitura tecniche di realizzazione cinquecentesche, componendo a mano la sua opera, nella quale – ha proseguito – compare la torre dell’orologio, simbolo del paese, sul profilo della montagna, gli stemmi araldici del comune, e gli “stemmi” economici: castagne e olive. Al centro la Madonna delle Grazie col Bambino e per finire quattro cavalli ornati coi colori delle contrade». Quattro chilometri di filo sono stati necessari per la tessitura: «Sono un’infinità – ha aggiunto il sindaco Franci – Vorrei che simbolicamente questo filo rappresentasse il legame ideale fra tutte le parti della nostra comunità». Il palio resterà esposto nella chiesa della Madonna delle Grazie fino all’8 settembre. Poi apparterrà, di diritto, alla contrada che vincerà il palio 2016.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
