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Rette del nido alte, le mamme insorgono

Rette del nido alte, le mamme insorgono

Gavorrano, i genitori contestano all’amministrazione comunale la gestione de “Il paese dei balocchi”

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GAVORRANO. Le rette del il nido comunale di Gavorrano mandano su tutte le furie i genitori dei bambini iscritti, che “insorgono” e scrivono al Comune. «Ci sentiamo presi in giro dall’amministrazione comunale che tanto ha chiesto e poco ha reso in termini di servizi a cittadini».

Un gruppo di mamme e di babbi ha deciso di inviare al municipio gavorranese una lettera firmata per protestare contro la gestione dell’asilo nido “Il paese dei balocchi”, che dall’anno scorso è diventato comunale. La conduzione privata ha lasciato spazio al controllo diretto del Comune ma ciò, a quanto raccontano i genitori, non ha portato ad una diminuzione delle rette o a un ampliamento degli orari di apertura; al contrario, si spenderebbe di più e la scuola d’estate è rimasta chiusa, mettendo in difficoltà molte famiglie. «A fine luglio l’amministrazione si è pavoneggiata per l’offerta di campi estivi per i bambini di famiglie di Gavorrano in difficoltà. L’intento era buono. Peccato che nei fatti il Comune non si sia dimostrato così vicino ed attento alle esigenze dei suoi cittadini – scrivono i genitori – Nell’ultimo anno le tariffe dell’asilo nido sono risultate essere le più alte di tutto il comprensorio delle Colline Metallifere (dati alla mano), con scaglioni di reddito sproporzionati, al contrario di altri comuni: uno tra tanti Scarlino».

Un’altra questione da non sottovalutare per i genitori riguarda l’apertura del nido: la scuola è rimasta in attività fino al 30 giugno, mentre in altri comuni vicini l’offerta non ha subito interruzioni. «Era stata ventilata l'ipotesi di un’apertura estiva se si fosse raggiunto un certo numero di bambini, ma le cifre assurde hanno scoraggiato i genitori che sono stati costretti a rivolgersi ad asili nido di altri comuni, come Scarlino o Follonica, con un notevole risparmio economico e con orari più in linea con le proprie esigenze lavorative; Il Paese dei balocchi è l’unico che chiude i battenti alle 16 – continuano i genitori – Infine la beffa. Dopo che il numero di partecipanti non era stato raggiunto visto le esose cifre, alcuni genitori sono stati contattati telefonicamente ed è stata paventata loro una riduzione, tra l’altro ridicola (circa 50 euro), proprio come si fa in una contrattazione da mercato».

Non solo: non sono ancora arrivati i rimborsi. «Ciliegina sulla torta – dicono – è stata poi la notizia degli aumenti delle tariffe relative ai servizi tra cui rientrano scuola, mensa e trasporti. Inoltre, ad oggi, ad anno scolastico concluso e con uno nuovo in procinto di partire, restiamo in attesa dei rimborsi dei buoni servizio messi a disposizione dal Comune; non ci è ancora dato sapere quale sia la procedura prevista e i tempi previsti per tale operazione, nonostante i numerosi solleciti e le numerose richieste di informazioni», concludono da Gavorrano.

(p.v.)

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