Sicurezza
Migranti in arrivo, scintille in diretta tv
Arcille sotto i riflettori nazionali: su Rete4 scoppia un tafferuglio tra abitanti e titolari della struttura che ha vinto il bando
ARCILLE. I migranti “maremmani” finiscono di nuovo sotto i riflettori, e dopo il caso Capalbio scoppia il caso Arcille. Milioni di spettatori italiani hanno assistito venerdì sera a un clamoroso diverbio che ha spaccato in due la frazione campagnatichese, culminato in un tafferuglio verbale ed esploso in diretta sugli schermi di Rete4.
Raggiunto dalle telecamere di “Dalla vostra parte”, trasmissione condotta in studio da Maurizio Belpietro, il paese è finito sotto riflettori nazionali che gli erano sconosciuti. Motivo di discussione i migranti in arrivo in questa minuscola cittadina popolata da poco più di 100 anime e dove si paventa l’ondata di “50 profughi” corrispondenti alla metà degli abitanti (numeri non ufficialmente confermati, anzi smentiti dai titolari della struttura ospitante). Nella puntata colma di tensioni e che ha dato voce a metropoli come Milano, la lillipuziana Arcille ha visto opporre un gruppo di abitanti (riuniti in un comitato che non vuole gli immigrati) ai titolari della struttura che ospiterà questi profughi. La litigata ha visto un crescendo di tensione, agitazione e nervosismo. Qualcuno ha pure chiamato i carabinieri.
I numeri. Ad Arcille si parlava da giorni dell’arrivo di circa «50 profughi» che saranno ospitati in una residenza turistica alberghiera, proprietà della famiglia Gallorini che possiede anche il ristorante La tana del castoro. Ma proprio questi ultimi, che hanno spuntato il bando della Prefettura e metteranno a disposizione la struttura, smentiscono questi numeri. «I nuovi arrivati - spiega Daniele Gallorini - saranno al massimo 32 e non certo 50 come viene detto: gli appartamenti sono 8 per 4 posti letto l’uno. Fate voi il conto».
Veleni in trasmissione. La giornalista Mediaset venerdì sera ha piazzato le telecamere in piazza ad Arcille. Accanto a lei un gruppo di abitanti cui la cronista ha dato voce più volte in trasmissione: forse quasi tutti rappresentanti del comitato cittadino nato spontaneamente («apolitico e apartitico»), che si oppone all’inserimento degli extracomunitari e ha raccolto 108 firme. Il titolo della puntata, riportato in sovrimpressione, era «100 abitanti, 50 profughi». Nessun contraddittorio fino all’ultimo.
«Abbiamo bambini». Una donna di Arcille: «Io ho due bambini che tutte le mattine andavano a scuola da soli. Ora chi mi dà la sicurezza quando ci saranno tutte queste colonie di profughi?». Il collegamento torna in studio, si va a Milano e si torna ad Arcille. Prende la parola un uomo: «È una vera e propria invasione - accusa - Questa struttura ha accanto un parco giochi, altalene, giochi per bimbi, una scuola elementare, la piazza. Io non so come possa essere fattibile una cosa del genere. Come si fa a portare in un centro così piccolo tutte queste persone, com’è possibile che il proprietario degli immobili si permetta di ospitare queste persone senza avvisare la popolazione? Noi siamo i diretti interessati: una cosa del genere prima si chiede a tutti e poi insieme decidiamo». La giornalista racconta che i titolari della struttura (fuori campo) «hanno preso a male parole i cittadini che hanno parlato poco fa. Ora che è stato ripreso il collegamento si sono tirati indietro». Belpietro: «Facciamoli parlare». Entra in campo Daniele Gallorini, fratello del titolare, che raggiunge il microfono. «Come mai questa confusione?» gli fa l’inviata Mediaset. E lui: «Forse è nata da vecchi problemi…». Quanti sono i migranti? Gallorini smentisce che siano 50, «al massimo 30-32». Non gli credono. Un abitante di Arcille gli fa: «Io vendo gli shampoo, almeno è un lavoro onesto». L’ansia è alle stelle: qualcuno ci riferisce di una colluttazione fisica scatenata da Gallorini ma che ci viene smentita. Quest’ultimo si dice amareggiato. L’ex sindaco Elismo Pesucci (l’anno scorso al centro di accuse incrociate coi Gallorini nella guerra delle sagre) difende il comitato. «Sono solidale con le famiglie che non vogliono i migranti in queste proporzioni: numeri tali sconvolgerebbero gli equilibri del paese».
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