Sicurezza
Centinaia di grossetani hanno invaso la Cava
Alle 21.30 si contavano settecento persone. Grande successo dei panini di Pieri Giovani, coppie di anziani e tante famiglie con bambini hanno aderito all’evento
GROSSETO. Si è aperto e chiuso ieri sera con un successo davvero scoppiettante, superiore alle migliori aspettative, il primo round della maratona solidale a favore dei cittadini che hanno perso tutto nel terremoto del 24 agosto, e che unisce con un filo rosso due luoghi simbolo di Grosseto: la Cava di Roselle e il Cassero Senese.
Centinaia di persone ieri sera hanno invaso l’ex bacino di escavazione, oggi luogo votato soprattutto alla cultura. Alle 21.30 si contavano circa settecento partecipanti; e il calcolo è stato fatto non a colpo d’occhio: è uscito dalle casse.
Un fiume di grossetani ha cominciato a scorrere dalle 19.30 verso la cava di Roselle. Alle 20.30 il ritmo degli arrivi è diventato più incalzante e alle 21 i tavoli per la ristorazione erano già tutti occupati. La fila per gustare prelibati panini ispirati ad Amatrice e alle sue tradizioni culinarie era lunghissima, ma nessuno si è lamentato. Gruppi di giovani e coppie di anziani, tante famiglie con bambini: il pubblico che ieri sera ha deciso di aderire alla prima tappa della maratona solidale era davvero eterogeneo.
Un grande successo hanno avuto le magliette su cui è stampato “il logo” della doppia iniziativa che continua questa sera al Cassero Senese, sulle Mura: “Maremma per Amatrice”.
Ai fornelli si è lavorato alacremente per il companatico. Tutti gli occhi erano puntati sul pentolone nel quale è stato cucinato il sugo all’amatriciana – il leitmotive dell’evento – nel quale inzuppare il pane per poi aggiungere pomodoro, guanciale e una spruzzata di pecorino, invenzione dello chef Vanni Pieri. Ce n’era per tutti i gusti: panini con salsicce, con arista, e anche con ricotta e verdure grigliate per chi non mangia carne.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
