Sicurezza
Sorpreso a rubare in un’auto Aveva preso delle sigarette
GROSSETO. Ahmed ci è ricascato. E sarà sempre così - come lo è stato da cinque anni a questa parte - fino a che non troverà un lavoro, una sistemazione, una casa, un modo di vivere consono e...
GROSSETO. Ahmed ci è ricascato. E sarà sempre così - come lo è stato da cinque anni a questa parte - fino a che non troverà un lavoro, una sistemazione, una casa, un modo di vivere consono e rispettoso delle leggi. Ci è ricascato ed è finito in manette. È stato anche sfortunato, Ahmed, perché mentre trafficava intorno a quel furgone è passata una pattuglia di carabinieri in borghese: il suo viso è conosciuto, i suoi movimenti non potevano passare inosservati.
Ahmed Jbili, tunisino di 27 anni, senza fissa dimora, passerà adesso un po’ di tempo in carcere. Lo ha messo di nuovo nei guai con la giustizia un tentativo di furto. Non ha fatto nemmeno in tempo ad arraffare qualcosa - se non un pacchetto di sigarette appena cominciato - che i militari gli erano addosso. Fregato per un pacchetto di sigarette. E se resta in carcere, come chiesto dalla Procura, è perché il giudice ha valutato negativamente non solo il fatto in sé ma anche e soprattutto i precedenti e la mancanza di una casa dove scontare eventualmente i domiciliari. Lui, interrogato dal giudice, ha scelto di non parlare.
Mercoledì, ore 18.15, via Aurelia Nord. Una pattuglia in borghese passa e non può fare a meno di notare Ahmed: è vicino a un furgone Peugeot, si guarda intorno, abbassa il vetro della portiera anteriore lato passeggero, entra e fruga nel vano porta oggetti. I carabinieri gli sono addosso, lui prova a scappare ma non fa in tempo. Nella tasca dei pantaloni gli viene trovato un pacchetto di sigarette Rothmans. Il proprietario del furgone, socio di una ditta di informatica, riconosce il pacchetto. È l’unica cosa che manca. E spiega che è sua abitudine lasciare uno spiraglio nel finestrino come anche di lasciare chiuso a chiave il veicolo, come aveva fatto poco prima per andare a trovare un cliente.
Tentato furto con violenza o destrezza e comunque su un bene esposto alla pubblica fede. Questa l’accusa per la quale il sostituto procuratore Alessandro Leopizzi ha chiesto la convalida e il carcere. Il giudice Andrea Stramenga ha riconosciuto come legittimo il provvedimento e ha disposto la detenzione in cella, unica misura ritenuta idonea. L’avvocato Valentina Guerriero ha chiesto i termini per la difesa: il processo si terrà a fine mese.
Pierluigi Sposato
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