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Sindacati nei consigli comunali contro la riforma degli enti

Sindacati nei consigli comunali contro la riforma degli enti

GROSSETO. Non si ferma la mobilitazione dei sindacati contro la riforma degli enti locali e, i particolare, lo smantellamento delle Province. Preoccupati per le eventuali ripercussioni sui...

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GROSSETO. Non si ferma la mobilitazione dei sindacati contro la riforma degli enti locali e, i particolare, lo smantellamento delle Province.

Preoccupati per le eventuali ripercussioni sui lavoratori, Cinzia Fiacchi di Cgil fp, Simona Piccini di Cisl fp, Sergio Sacchetti di Uil fpl e le Rsu della Provincia annunciano che parteciperanno a tutti i consigli comunali che si terranno nei 28 comuni della provincia. Lo scopo è leggere ai consiglieri comunali a sottoscrivere un documento che contiene le ragioni della loro battaglia.

In questi mesi i sindacati hanno inviato ai sindaci un documento da sottoscrivere per apportare delle modifiche al Decreto legge 113/2016 Enti locali prima della sua conversione in legge.

«Il Decreto 113/2016 “Enti locali”, convertito ultimamente in legge al Senato, sul quale che il governo aveva posto la “fiducia” alla Camera – spiegano i sindacati – lascia aperte alcune gravissimi criticità che riguardano i servizi erogati dalle Province, compresa la loro tenuta istituzionale e occupazionale. Infatti, per migliaia di lavoratrici e lavoratori delle Province e Città Metropolitane (circa 250 a Grosseto), impegnati da anni a garantire servizi pubblici dentro enti in scadenza alla fine di quest’anno, non c’è, al momento, alcuna prospettiva. Così come è concreto il rischio per migliaia di dipendenti di enti pubblici (in particolar modo le Province, letteralmente strozzate dai tagli governativi), che hanno sforato il patto di stabilità, di vedersi decurtato il salario accessorio».

La scelta di porre la questione di fiducia nei due rami del Parlamento sul testo del Dl ha impedito – spiegano i sindacati – di ottenere quegli “avanzamenti” registrati invece in altri punti del decreto, «lasciando così senza soluzione il tema dei contratti in scadenza per circa 2.000 lavoratori precari, così come quello sul fronte dei tagli al salario accessorio, e, infine, il tema della sostenibilità finanziaria degli enti. Si tratta di ingiustizie che andranno sanate in autunno, con la prossima legge di stabilità, assieme al tema delle risorse per i rinnovi contrattuali; i punti critici sin qui evidenziati andranno risolti. Ma è la situazione economico finanziaria delle Province a preoccuparci maggiormente, perché l’eliminazione delle sanzioni, che hanno violato il patto di stabilità, non solo non risolve il problema del taglio del salario accessorio per i lavoratori di tali enti, ma non risolve neanche il problema più complesso della sostenibilità finanziaria del sistema».

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