Sicurezza
Magione, argine pronto nel 2017 ma la speranza è di anticipare
Dopo un avvio difficoltoso, i lavori per mettere in sicurezza le zone alluvionate procedono spediti Meteo permettendo l’intervento potrebbe concludersi entro l’anno: si attendono conferme
ORBETELLO. Magione in sicurezza entro maggio 2017. Questa la data ufficiale (per la Regione) della fine dei lavori del primo stralcio funzionale per l’adeguamento idraulico del Magione Radicata e del Patrignone. Un progetto da 3 milioni di euro per mettere in sicurezza la valle dell’Albegna nella zona di Polverosa e del Priorato che nel 2012 e poi nel 2014, anche se in proporzioni diverse, venne invasa dal fango del fiume Albegna e dello stesso Magione.
La fine però, anche se non ci sono conferme ufficiali, potrebbe essere anticipata dal fatto che i lavori sembrano proseguire spediti. Molto, ovviamente dipenderà dalle condizioni meteorologiche. «Attualmente - spiegano gli uffici della Regione Toscana- risultano in lavorazione entrambi gli argini del torrente Magione nella loro interezza. In particolare, sia l’argine sinistro che l’argine destro a monte del ponte del Priorato sono stati ringrossati e rialzati fin quasi al raggiungimento della quota di progetto. A monte del ponte del Priorato è stato completato l’argine sinistro che adesso si attesta alla collina, sono inoltre in fase di completamento l’allargamento e la risagomatura della canaletta di magra e delle golene, oltre alle terre rinforzate in corrispondenza dell'argine destro. A valle dello stesso ponte - continuano - sono in corso le lavorazioni di allargamento e innalzamento di entrambi gli argini destro e sinistro, in particolare è iniziata la costruzione delle terre rinforzate a sostegno dell’argine destro».
I lavori sarebbero perfettamente nei tempi e potrebbero finire prima del previsto anche se sono iniziati dopo vari annunci da parte della stessa Regione Toscana.
La zona circostante al torrente del Magione è stata messa a dura prova con due alluvioni, a due anni di distanza l’una dall’altra.
Chi abita in quella zona ha sempre avuto il timore, anche col rifacimento dell’argine remoto, di essere la vittima sacrificale. I tecnici della Regione Toscana hanno però sempre rassicurato la popolazione che per ovvie ragioni è timorosa dopo le due alluvioni subite. L’argine sinistro del torrente era già stato rinforzato coi Materassi Reno (ora non più utilizzati sul torrente) nel 2013 e proprio questo tipo di lavoro che vedeva una “sassificazione” dell’argine aveva creato allarme fra gli abitanti. Stessa cosa per uno smottamento durante l’alluvione del 2014 quando l’acqua rimase però dentro gli argini.
I lavori al Magione erano già stati annunciati lo scorso anno ma solo quest’anno sono riusciti a partire. A eseguire le opere di adeguamento un raggruppamento temporaneo di imprese fra l’impresa edile stradale Fratelli Massai e l’impresa Tirrena costruzioni Generali.
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