Il Tirreno

Grosseto

nel dibattito entra gente di follonica

Il Cuore dei Nirvana? «Un’occasione persa»

Il Cuore dei Nirvana? «Un’occasione persa»

FOLLONICA. Anche la maggioranza critica il “Cuore dei Nirvana”, l’opera apparsa sul muro del Casello Idraulico e che fa parte del progetto “Officina delle idee” e che continua a far discutere la...

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FOLLONICA. Anche la maggioranza critica il “Cuore dei Nirvana”, l’opera apparsa sul muro del Casello Idraulico e che fa parte del progetto “Officina delle idee” e che continua a far discutere la città del golfo. Nel dibattito ora entra anche la voce del consigliere Ettore Chirici, che parla per il gruppo di maggioranza Gente di Follonica.

Il pensiero della civica è simile a quello espresso già dal Movimento Cinque Stelle e da molti cittadini che poco hanno gradito la spesa fatta per sostenere l’iniziativa culturale: più di 20.000 euro per coprire i costi del dipinto, l’installazione luminosa al Magma e l’organizzazione di un convegno sulla rigenerazione urbana in programma per ottobre.

Che ci fosse qualche malumore tra Gente di Follonica e l’assessora alla cultura, Barbara Catalani era chiaro da settimane: addirittura il collega con delega agli eventi, Massimo Baldi, espressione della civica, ha dato le dimissioni, poi ritirate, dal consiglio di amministrazione dell’organo che gestisce cultura e eventi appunto, perché in disaccordo con Catalani.

Ora a mettere il dito nella piaga è Chirici che scrive un’interrogazione al sindaco Andrea Benini: più che un atto formale il suo pare una missiva aperta. «Carissimo sindaco – esordisce – scrivo questa interrogazione in forma di lettera, quindi colloquiale, perché il tema non si presta a formule di rito e schemi – sostiene il consigliere – È noto che Follonica sia da tantissimi anni luogo vivace di iniziativa, anche di alto livello, e di polemiche, anche di basso livello. Con questa vivacità si intrecciano cultura, arguzia, riflessione, goliardia. Non sono dispiaciuto dalle parole accorate di Kurt Cobain (front man della band ndr) e dei Nirvana riportate sulla parete del Casello di via Roma, ma, domando, se e quanto siano state e siano coinvolgenti. Sono apparse come un’operazione improvvisa e caduta dall’alto – continua – Insomma, l’effetto è stato più sugli aspetti giuridici e sul costo (elevato) che non su contenuto e significato. È vero che una parte dell’arte di questi ultimi decenni non si pone la questione del contenuto, ma solo dell’effetto e dell’interesse personale: non a caso dura poco ed ha scarso effetto sul pubblico; e, forse, è essa stessa mercificata. Ritengo che questa operazione sia stata un’occasione persa e non rigeneratrice.

«Concludo – scrive – ricordando che in molti luoghi (edifici), vecchi e recenti, si entra e ci si trova di fronte ad aforismi di personaggi dall’estrazione più varia che colpiscono, per divertimento o per riflessione, senza che abbiano comportato la spesa se non dell’imbianchino che se l’è meritata perché fatte bene». (p.v.)

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