Il Tirreno

Grosseto

“Murato” in casa sua durante il palio

di Fiora Bonelli
“Murato” in casa sua durante il palio

Castel del Piano, la protesta di un abitante di piazza Garibaldi: «Da anni piantano palizzate davanti al portone: ora basta»

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CASTEL DEL PIANO. Si sente “murato” in casa a causa delle palizzate disposte attorno a piazza Garibaldi a Castel del Piano in tempo di palio. E dal 2012 scrive raccomandate di protesta al Comune. «Tutte ignorate», dice.

La storia avviene a Castel del Piano che per il palio che si corre l’8 settembre ha bisogno, per rispettare le disposizioni e i regolamenti, che vengano messe in piedi delle palizzate attorno alla piazza. Palizzate che il Comune toglie dopo la gara. Finora, però, un tratto è sempre stato liberato fra gli ultimi e mette in difficoltà il proprietario della casa stretta dalla palizzata, Gilberto Berni.

«Vorrei solo che il tratto davanti casa mia fosse liberato fra i primi – scriveva già dal 2012 – allo scopo di ridurre il disagio. Ma prendo atto della persistenza di codesta amministrazione nell’ignorare le mie raccomandate. Considerato che sono ormai molti anni che lamento verbalmente e subisco questa situazione, a fronte di una normativa in materia di recinzioni, la quale anche in caso di recinzioni temporanee prevede che in adiacenza ai fabbricati rimanga sempre libera una zona per la circolazione dei pedoni, larga non meno di due metri, e che l’occupazione dei marciapiedi sia ammessa a condizione che venga garantita una zona adeguata per la circolazione dei pedoni e delle persone».

Berni ha scritto anche al prefetto facendo presente che il 6, 7 e 8 settembre a Castel del Piano ci sono le corse e che piazza Garibaldi viene messa in sicurezza con una transennatura.

«Il tratto compreso tra il numero 14/A e il numero 16, dove è situata la mia abitazione e che io debbo percorrere ogni volta che ho necessità di uscire o rientrare da casa, non viene realizzato tenendo conto delle necessità elementari di chi, tutti i giorni, si deve muovere in quel tratto –ha fatto presente Berni –. Tanto che in certi punti il corridoio si riduce a meno di 50 centimetri. Né tantomeno vengono evitate le barriere architettoniche che anche a causa della mia età in certi giorni ho difficoltà a superare».

Berni spiega che in passato aveva davanti casa le presse di paglia. «Ora – dice – ci sono le palizzate. Le mie difficoltà non sono limitate ai giorni delle corse. La chiusura viene realizzata alcuni giorni prima dell’inizio dei festeggiamenti e si protrae alcuni giorni dopo il termine. Il Comune inspiegabilmente libera il tratto in questione sempre per ultimo prolungando le mie difficoltà senza motivo nonostante le segnalazioni mie e dell’avvocata Beatrice Tuliani».

E se fosse necessario far venire un’ambulanza? Se ci fosse bisogno di un accesso più largo in caso di emergenza?

«Il muro di gomma dove hanno sempre rimbalzato le mie segnalazioni mi ha molto offeso – conclude Berni –. Il danno morale e psicologico ricevuto mi ha sempre fatto vivere quei giorni, che dovevano essere di festa, in uno stato di umiliante impotenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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