La manifestazione
Mario Simoncioli esce dalla Misericordia
Lo storico volontario di Monticello Amiata lascia in aperto contrasto con il presidente Carlo Leoni
CASTEL DEL PIANO. «Stare nell’associazione sotto la tua guida mi risulta incompatibile coi miei sentimenti». Così Mario Simoncioli, uno dei più attivi volontari di Monticello Amiata esce dall’associazione Misericordia di Monticello guidata dal presidente Carlo Leoni e invia una lettera aperta, dove spiega le ragioni del suo gesto, oltre che a Leoni anche al governatore delle Misericordie d’Italia Alberto Corsinovi. In più, la lettera è stata affissa nella bacheca della Misericordia stessa di Monticello Amiata e pubblicata su Facebook.
Un’uscita plateale, insomma. I motivi di attrito fra Simoncioli e Leoni nascono dalla necessità di acquistare delle scarpe per un gruppo di migranti che si sono offerti come volontari per aiutare in lavoretti utili a tenere più pulito il paese. Ma quelle scarpe sono diventate una miccia.
«Dopo tanto tempo – spiega Simoncioli – siamo arrivati ad un accordo con la cooperativa che gestisce i migranti, con l’assegnazione, sotto la mia responsabilità, di un certo numero di volontari. Il Comune ha provveduto a fornirmi tutto il materiale occorrente. Ma ci mancavano le scarpe da lavoro che la cooperativa mi ha chiarito di non poter fornire».
Gli amministratori comunali sono in ferie e non sono reperibili se non nella prima settimana di settembre.
«Mi sono dunque recato coi migranti alla cooperativa Ambrogina – spiega Simoncioli – da sempre fornitrice di materiali al Comune, ma il gestore mi ha detto giustamente che io non avevo nessun titolo per impegnare, con una fattura, il Comune per 90 euro e che avremmo dovuto pagare subito. Abbiamo cercato dunque un soluzione alternativa, cercando un soggetto con partita Iva a cui appoggiare la fattura. Mi è venuto spontaneo pensare alla Misericordia di cui sono socio».
Simoncioli spiega anche come quei soldi non li avrebbe dovuti pagare la Misericordia, perché sarebbero stati pagati magari con donazioni volontarie di benefattori come successe in un’altra occasione in cui furono comprati dei pali al consorzio agrario di Paganico.
«Il consorzio – specifica Simoncioli – emise fattura agli Amici di Val di Prata, ma i fondi furono reperiti senza che l’associazione dovesse pagare un euro. Così sarebbe stato anche questa volta».
Ma il piano, per come spiega Simoncioli, non è stato apprezzato dal presidente della Misericordia. Simoncioli lamenta anche di aver ricevuto critiche personali per essersi impegnato a trovare un modo per reperire 90 euro per le scarpe dei migranti.
«Per questo – dice Simoncioli – non voglio più appartenere a un’associazione che non tiene conto del rispetto dei propri soci». E, sentendosi ingiustamente attaccato, se n’è andato dalla Misericordia di Monticello e ha aderito a un altro sodalizio, come assicura al governatore Corsinovi.
Dal canto suo Carlo Leoni (con il quale per due giorni non è stato possibile, per Il Tirreno,mettersi in contatto telefonicamente), ha risposto su Facebook alla lettera di Simoncioli in questi termini: «Tengo a precisarti che quando sei venuto a casa mia e mi hai esposto il problema io ho chiamato sia il vicepresidente di codesta associazione sia il vicesindaco del Comune di Cinigiano. Con il vicepresidente c’eravamo dati qualche giorno di tempo per capire. Poi il vicesindaco mi ha chiamato dicendomi che il materiale il Comune lo aveva già comprato e doveva essere consegnato nel più breve tempo possibile, ma siccome – testuali parole – tu volevi fare iniziare subito (i lavori), ti hanno detto, visto la tua insistenza, che per il momento bastavano anche un paio di scarpe da ginnastica e tu sei venuto dall’associazione. Ti ripeto: bastava aspettare qualche giorno. Ma a te questa parola, “aspettare”, non piace». E per la lettera pubblicata sui social network solo poche parole: «Bastava – scrive Leoni – venire di persona». (f.b.)
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