Sicurezza
Breda verso la presidenza del super ente camerale
Manca solo l’elezione formale da parte del nuovo consiglio, prevista per domani Guiderà una Cciaa che tra Grosseto e Livorno mette insieme 76.000 imprese
GROSSETO. Che non sarebbe stato un addio, ma solo un saluto, lo aveva detto lui stesso, ieri mattina, nella sala giunta della Camera di Commercio. «Sono dentro il consiglio della nuova Camera di commercio della Maremma e del Tirreno» aveva detto Riccardo Breda cercando di svicolare rispetto alla domanda se fosse o meno candidato ufficialmente alla presidenza del nuovo ente che nasce dalla fusione delle Camere di commercio di Livorno e Grosseto. In realtà le riunioni e gli incontri sono andati avanti fino a ieri sera e, se non ci saranno sorprese dell’ultima ora, domani mattina, alle 11, i 28 consiglieri della nuova Camera di commercio eleggeranno proprio Breda come primo presidente di un ente che metterà insieme i 35 dipendenti della Camera di commercio di Grosseto e i 54 di quella di Livorno, oltre ai 7 dipendenti dell’azienda speciale di Grosseto e i due di Livorno.
Domani, dunque, sarà la giornata del voto. Ieri, invece, era quella dei saluti. Breda ha concluso il suo anno di mandato alla guida dell’ente camerale maremmano e i suoi ringraziamenti vanno alle associazioni di categoria che lo hanno sostenuto e ai collaboratori. Poi, però, viene anche il momento delle riflessioni sul futuro delle Camere di commercio: Grosseto e Livorno - ricorda Breda - hanno bruciato le tappe, anticipando, con la loro fusione, la riforma che prevede la riduzione degli enti camerali da 105 a 60, «dal primo settembre - dice - saremo la seconda Camera di commmmercio della Toscana, mi aspetto che il nuovo ente sappia supportare le 76.000 imprese che rappresenta e sappia dare un impulso ai due settori portanti di questi due territori, l’economia del mare, con il turismo, e l’agroalimentare». Ma ci sarà da fare i conti, poi, con il disegno di riforma che è stato varato da poco dal governo, e Breda auspica che possa essere modificato e migliorato, proprio con il contributo del sistema camerale.
Breda esclude il rischio di ulteriori accorpamenti, visto che i territori di Grosseto e di Livorno superano già la soglia, posta dal governo, delle 75.000 imprese rappresentate, come soglia minima per una Camera di commercio, ma i problemi che sono sul tavolo sono altri e riguardano, soprattutto, la ridefinizione delle competenze degli enti camerali. «Mi sento di essere critico - dice - con il decreto varato dal governo, non solo per i problemi che si creano per il personale, per il quale qualche spiraglio sembra essersi aperto, ma vedo questa ipotesi di riforma, che deve chiudersi entro un anno, come un allontanamento dalle imprese che rappresentiamo. Le Camere di commercio - spiega Breda - fino a oggi hanno tutelato il patrimonio delle piccole e medie imprese che caratterizzano il tessuto economico del Paese, ma con questa riforma verranno a essere tagliate tante funzioni di sostegno, per questo come sistema camerale dovremo essere bravi a dare un contributo positivo perché questa riforma delle Camere di commercio possa essere migliorata».
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