Il dolore
Assalto alla tabaccheria della stazione
Rubati gratta e vinci per 10.000 euro, ricariche telefoniche e l’incasso del Lotto. La rabbia del proprietario: «Mai successo»
GROSSETO. Il telefono ha squillato alle 4.30 del mattino. All’altro capo della cornetta una voce dalla stazione. «Signor Gigli, venga: c’è stato un furto alla sua tabaccheria».
Mai, in sessant’anni, il negozio nell’atrio dello scalo grossetano era entrato nel mirino dei ladri. È successo lunedì sera, poco prima delle 22, quando un uomo del quale al momento non si conosce l’identità, ha preso a sassate il vetro antisfondamento del negozio e ha fatto razzia di gratta e vinci, dei soldi dell’incasso del Lotto e di ricariche telefoniche.
«Avevo chiuso alle 20 ed ero andato a casa», racconta Andrea Gigli, il titolare, che ha acquistato la tabaccheria tre anni fa dai precedenti proprietari. «La stazione chiude alle 23.30 – racconta ancora – e dell’apertura e chiusura si occupa una ditta privata. Al momento della chiusura il furto era già avvenuto, ma evidentemente l’incaricato non se n’è accorto. Solo al momento di riaprire, alle 4.30 di martedì, ha visto il vetro spaccato e ha dato l’allarme».
Gigli è stato subito avvisato al cellulare e si è precipitato. Ha trovato il vetro in frantumi, dopo che era stato preso a sassate, e un patrimonio volatilizzato di gratta e vinci, ricariche telefoniche e soldi in contanti derivati dall’incasso del Lotto. «Il ladro ha usato i sassi presi dai binari – dice Gigli –. Quanto al bottino, solo di gratta e vinci saranno 10.000 euro e non sono soldi che si possono recuperare. Non hanno invece toccato le sigarette».
Il ladro si è poi dileguato, facendo perdere le proprie tracce. Nessuno si è accorto di niente, nonostante a quell’ora la stazione fosse ancora aperta e lo sia rimasta per un’altra ora e mezzo circa (l’ultimo treno circola alle 23.30). Solo le telecamere di sorveglianza hanno vigilato sull’intera scena e potrebbero essere utili a fornire validi indizi sull’identità del ladro.
In attesa che le indagini dei carabinieri facciano il loro corso, però, la rabbia di Gigli esplode. Non solo per il danno alla sua attività, «ma per lo schifo che continua a brulicare intorno alla stazione – dice – e la mancanza di controlli: una cosa invivibile, vergognosa. La stazione è la prima cosa che un visitatore vede. Qui invece è un continuo via vai di gente che infastidisce i passeggeri, si avvicina per chiedere l’elemosina, ciondola tutto il giorno a bere birra. E questi sono i risultati».
Nel mirino del tabaccaio c’è la gestione del luogo pubblico. «Qualche tempo fa c’era il problema dei barboni che dormivano in stazione – spiega – e quale provvedimento è stato preso? Hanno chiuso la stazione, un provvedimento stupido perché si priva la gente di un servizio. Poi i barboni si erano spostati a dormire sulle panchine del parco davanti alla stazione, e cosa ha fatto il Comune? Ha tolto le panchine, così uno che aspetta il treno o l’autobus, o ha semplicemente bisogno di sedersi, non ha più posto».
I provvedimenti contestati non finiscono qui. «C’era una fontanella – spiega ancora Gigli – dove i nomadi lavavano i panni. Invece di scoraggiare questa pratica, cosa hanno fatto? Hanno chiuso la fontana. Che dire? Per non indurre in tentazione i ladri ci chiederanno di chiudere le attività?».
Gigli lamenta anche pochi controlli. «La Polfer non si vede, la Municipale passa solo a fare le multe – dice Gigli – e perfino dopo il furto alla tabaccheria sono dovuti intervenire i carabinieri di Marina di Grosseto. Parlano tanto di presidiare i luoghi sensibili e poi qui alle dieci di sera, quando ancora circolano treni e ci sono passeggeri, un imbecille può arrivare, spaccare la tabaccheria e rubare tutto».
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