Il Tirreno

Grosseto

Vivaio, danni per mezzo milione di euro

di Elisabetta Giorgi
Il vivaio Principina distrutto dalle fiamme
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Il vivaio Principina distrutto dalle fiamme

Principina, il bilancio è amaro. Giovedì una cerimonia simbolica: l’assiolo nato durante il rogo sarà liberato nella struttura

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PRINCIPINA A MARE. Ammonta a circa mezzo milione di euro la stima dei danni del Vivaio Principina a mare distrutto da un incendio il 6 agosto. Un bilancio che, ancora in corso ma arrivato alle sue battute finali, la titolare Loretta Teresini sta perfezionando con i propri contabili incrociando documentazioni, fatture, stime e perizie su piante e locali distrutti.

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L’importo dei danni è sostanzioso e sta confermando in pieno le prime stime di cui la titolare aveva parlato appena dopo l’incendio divampato il 6 agosto. Nella furibonda corsa contro il tempo per ripristinare le strutture era nata spontaneamente una gara di solidarietà in cui moltissime persone - maremmani, turisti o aziende locali - si erano date da fare per salvare il salvabile comprando piante o dando un piccolo contributo in vari modi. Su Facebook, in tutte queste settimane, sono pure nati dal niente gruppi ed eventi solidali. Come quello di Simone Fineschi che, dipendente di un negozio di arredamento in città, pur senza conoscere i titolari si è messo a promozionare il vivaio per portare clienti («mi sono messo nei panni dell’azienda e ho voluto fare qualcosa anche se piccola suFb..», racconta). Una solidarietà che tra l’altro non accenna a svanire neppure ora che è passato un mese.

Palme nane benefiche. Per aiutare il vivaio ha deciso di scendere in campo anche la grande distribuzione, con Conad che i prossimi giorni metterà in vendita le palme nane all’interno dei propri punti vendita. Il ricavato sarà interamente devoluto alla struttura andata a fuoco. Animali e destini incrociati. E sempre attorno all’azienda teresini sono nate e cresciute storie particolari e dai destini incrociati. Storie animali. Il giorno dell’incendio il gatto bianco e nero dei titolari, Simone, è rimasto ustionato dalle fiamme ed è stato subito preso in cura dall’Enpa. Si è salvato. Intanto, nelle stesse ore in cui la pineta moriva, nasceva un assiolo che alcune persone hanno raccolto. Il mini rapace è diventato un po’ la mascotte di una Maremma ferita che si affanna a risorgere nei momenti bui (e ci riesce). L’animale è infatti stato assistito, cresciuto e “muscolato” alla Corte degli Assioli gestita da Progetto Migratoria nei pressi di Montiano a Cupi. Il suo nome è Washington.

La cerimonia. Il 1º settembre alle ore 15 Washington sarà liberato nel vivaio Principina: la liberazione sarà accompagnata da una piccola cerimonia alla quale saranno presenti i responsabili del centro di Cupi, i falconieri e probabilmente il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

«Mi è stata comunicata la notizia proprio in queste ore - dice Loretta, la titolare - e per quel giorno mi piacerebbe molto che anche il mio gatto Simone, che dall’incendio era uscito tutto sbruciacchiato, si rimettesse in sesto e fosse presente. Per noi sarebbe un bell’evento. Oltrettutto doppio...». Un evento simbolico.

«Questo assiolo che è nato nella pineta andata a fuoco e spiccherà il volo nel vivaio sarà il simbolo della rinascita», dice Luca Bececco, responsabile del Centro di Cupi. Giovedì Washington sarà rilasciato e inizierà un viaggio verso l’Africa seguendo gli altri rapaci della sua specie nella lunga migrazione per svernare nelle savane boschive o arbustive a sud del Sahara. Non sarà solo. «Accanto a lui ci saranno anche altri 2/3 assioli che nulla hanno a che fare con l’incendio ma che a Cupi hanno fatto gruppo con lui». Tutti e 3 (o 4) si alzeranno verso il cielo e migreranno verso altri lidi. Il tutto (se tutto va bene) sorvegliato dallo sguardo felino del micio sopravvissuto alle fiamme e pronto a ricominciare la sua vita insieme ai padroni del vivaio. La giornata vedrà un’introduzione dei responsabili del centro di Cupi. Saranno illustrate le attività dell’ associazione Sos animali «con cui colaboriamo». Una giornata collettiva, simbolo della voglia di ricominciare sperando in un futuro migliore.

 

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