Il Tirreno

Grosseto

Sagre ad Arcille, secondo round

di Francesca Ferri
Sagre ad Arcille, secondo round

La storica kermesse dedicata al porcino cambia casa e difende il proprio marchio

3 MINUTI DI LETTURA





ARCILLE. L’ascia di guerra sembra essere stata deposta anche se qualche stilettata arriva ancora, sia da una parte che dall’altra. La “guerra delle sagre” che l’estate scorsa ha scombussolato il tranquillo borgo di Arcille, nel comune di Campagnatico, finisce con i litiganti che si sono divisi questo mese di agosto e hanno aperto ciascuno la propria cucina.

Nella prima metà del mese l’associazione sportiva dilettantistica Atletico Arcille ha messo le tende nel campo sportivo e ha organizzato, dal 29 luglio a Ferragosto, la sua “Sagra d’estate”, giovane kermesse nata dodici mesi fa.

Due giorni dopo, in uno spazio all’aperto vicino al fiume Ombrone, ha aperto i battenti la “Sagra del porcino”, lo storico appuntamento dell’associazione Festeggiamenti di Arcille, che fa capo all’ex sindaco Elismo Pesucci, organizzata con la Pro loco Arcille, e che resta aperta fino al 4 settembre.

Tutto a posto, dunque? Sì e no. I toni sono rimasti comunque aspri, seppur lontani dalle polemiche del 2015, dagli “scippi” di clienti, dalle reciproche accuse. E anche se è ancora da chiarire l’incendio che, nella notte tra il 17 e il 18 agosto 2015, fu appiccato da mano ignota alla sagra di Pesucci – le indagini sono ancora in corso – anche quest’estate c’è stato lavoro per gli avvocati, in particolare quello dell’associazione Festeggiamenti.

«Abbiamo dovuto inviare un’intimazione all’Atletico perché non usasse il nome “sagra del porcino”, che un marchio esclusivo della nostra sagra», spiega Pesucci. L’anno scorso l’Atletico aveva battezzato la sua manifestazione “Sagra del porcino con grigliata in piazza”. L’associazione Festeggiamenti parla chiaro e in una nota accusa: «Il gruppo sportivo provò per la prima volta a copiare la nostra sagra del porcino». Quest’anno l’Asd ha scelto la formula “Sagra d’estate”. «Hanno capito – dice l’associazione Festeggiamenti – che devono camminare con le proprie gambe fare serenamente la loro “Sagra d’estate” come è giusto che sia; qualsiasi nome purché non il nostro».

Ma gli attriti non sono fini qui. Quest’anno la sagra “pesucciana” si è dovuta sistemare alla periferia di Arcille, lasciando il cortile di un’azienda locale che l’anno scorso ospitò gli stand. «C’è stata qualche pressione perché non si facesse lì – spiega Pesucci – e quindi siamo dovuti andare fuori dal paese, in un terreno privato, dove abbiamo trasferito le nostre due cucine, fatto l’impianto elettrico, quello idraulico, portato il gas. E sono spese».

Alla fine, però, non tutto il male viene per nuocere. Il posto è affacciato sulla vallata del fiume Ombrone, con una vista sulle colline. «I turisti mentre cenano hanno l’opportunità di ammirare dei magnifici tramonti», spiega l’associazione.

Che si dice soddisfatta per i numeri registrati finora che parla di «folle di clienti soddisfattissimi» che «ci salutano e ci abbracciano come vecchi amici, complimentandosi con la cucina per come hanno mangiato bene».

In tavola «carne maremmana, olio d’oliva extravergine di frantoio, vino Morellino di Scansano, tortelli e tagliatelle a chilometro zero, porcini freschissimi», spiega l’associazione. E poi tante altre prelibatezze tipiche. Insomma, forse quest’anno si riusciranno a mettere da parte le polemiche e si ricomincerà a parlare di menu.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze