Il Tirreno

Grosseto

La voce “coperto”? «Va abolita»

Sul gusto non si discute. Ma sul servizio offerto alle tante sagre che in queste settimane affollano la provincia di Grosseto qualche appunto va fatto. La pensa così, per lo meno, un lettore del...

2 MINUTI DI LETTURA





Sul gusto non si discute. Ma sul servizio offerto alle tante sagre che in queste settimane affollano la provincia di Grosseto qualche appunto va fatto. La pensa così, per lo meno, un lettore del Tirreno, Paolo Mattioli, che ha scritto al giornale per lamentare una pratica diffusa e, secondo lui, ingiusta: quella di far pagare pane e coperto, come nei ristoranti, quando il “coperto” non è all’altezza della definizione.

«Come ogni anno nella nostra provincia si svolgono le sagre gastronomiche – scrive il signor Mattioli – e nella lista menu viene applicata la voce “pane e coperto”, in ragione da 1 a 2 euro». Ecco la contestazione. «Premesso che il coperto consiste in una tovaglietta di carta sponsorizzata e piatti e bicchieri in plastica, mentre per le pietanze e i primi vengono applicati prezzi a pari portata, come a un ristorante che paga tasse e personale – dice il lettore – allo scrivente appare più giusto che la voce “pane e coperto” venga abolita almeno nelle sagre, con la speranza che i comitati organizzatori tengano conto di quanto detto e che le sagre continuino a far divertire la gente». Non è la prima volta che viene sollevata la questione dell’equiparazione o meno del servizio tra sagre e ristoranti. Di solito, però, sono questi ultimi che accusano le prime di concorrenza sleale. Stavolta la critica giunge da un cliente. Chissà se verrà raccolta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web