Attenzione
Irrompe nel ristorante imbracciando il fucile
Terrore a Follonica: cercava un uomo con il quale aveva appena litigato. Panico fra i clienti che fuggono o si riparano sotto i tavoli
FOLLONICA. Entra nel ristorante con il fucile, attimi di panico alla Lanternina 2 a Pratoranieri. Sono stati minuti terribili, sabato sera, per i clienti, i titolari e i dipendenti del locale di viale Italia, minuti in cui qualcuno ha pensato pure a un attacco terroristico, memore di quanto successo a Parigi il 13 novembre 2015. Scene da Far West, quelle che in una città piccola come Follonica nessuno penserebbe mai di vedere. Un uomo di 39 anni di origini albanesi e senza permesso per rimanere in Italia, armato e in evidente stato di ebbrezza, ha perso il controllo gettando decine di persone in un incubo.
La notte brava del trentanovenne, secondo la ricostruzione di diversi testimoni e delle stesse forze dell’ordine, era cominciata qualche decina di minuti prima nell’area giochi della piccola zona verde di fronte ai Bagni Cerboli in viale Italia, quartiere Pratoranieri.
Qui l’uomo prende a infastidire una conoscente e un’altra ragazza, entrambe sue connazionali. Il fidanzato di una di queste interviene in loro difesa e scoppia una discussione: volano parole pesanti, ma – fin lì – nulla di più. L’albanese minaccia di morte l’uomo accorso a proteggere le amiche, forse ritenendolo un “rivale”, e se ne va. Il minacciato, comunque, chiama il 112 e sul posto arrivano i carabinieri della Compagnia di Follonica. E in quei minuti accade l’impensabile.
Il trentanovenne infatti nel frattempo è tornato, ma stavolta armato di fucile. Un fucile regolarmente denunciato, di proprietà di un anziano di Follonica che ha dato ospitalità nella sua casa all’albanese. E con quell’arma – mentre i carabinieri stanno raccogliendo la denuncia nei giardinetti – entra nel ristorante La Lanternina 2, probabilmente convinto di trovare lì il suo “nemico”. E semina il terrore.
Sono le 23,20 quando i clienti del locale che si trovano nel gazebo esterno lo vedono arrivare con il fucile in mano. L’uomo si dirige verso l’ingresso del ristorante: chi sta cenando si alza per scappare e mettersi in salvo, non sapendo che intenzioni abbia quel tizio col fucile spianato. Lo spettro di un attentato terroristico, o di una rapina, manda tutti nel panico: chi fugge nel retro del locale, chi si butta sotto i tavoli.Nessuno, di fatto, riesce a capire cosa stia accadendo.
«Un cliente mi ha detto che stava entrando un uomo armato. Ero davanti alla cassa stavo facendo un conto», racconta il proprietario del ristorante Mauro Palmieri. «Ho nascosto in fretta e furia l'incasso, pensavo fosse una rapina: poi ho visto circa una cinquantina di persone arrivare di corsa verso la cucina».
«Non abbiamo visto l’uomo – raccontano i camerieri – solo i clienti che si alzavano e correvano verso il retro del locale: qualcuno si è chiuso in bagno, altri si sono nascosti in magazzino, non capivamo cosa stesse succedendo».
«Ho pensato ai bambini - dice Chamed Da Silva, compagna del proprietario – erano tutti terrorizzati: vedi uno entrare con un fucile e pensi al peggio, mica lo potevamo sapere chi stava cercando. Fino a quando non sono arrivati i carabinieri non siamo usciti, avevamo troppa paura». «Per la foga di scappare qualcuno ha rotto anche la porta del magazzino, questo per far capire che cosa abbiamo vissuto in quei minuti», dice ancora Palmieri. «Ho chiamato subito le forze dell’ordine che fortunatamente erano già state avvisate e stavano arrivando».
Uscito dal ristorante l’albanese vede i militari e fugge, correndo a più non posso in mezzo alla gente. Si dirige verso Cassarello e prova a nascondersi nella pineta di Levante. I carabinieri lo trovano nel parco e finalmente si arrende, facendosi arrestare.
Nei guai anche l’anziano follonichese che aveva dato ospitalità all'uomo nella cui abitazione si trovava il fucile, regolarmente denunciato e adesso sottoposto a sequestro.
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