La manifestazione
Arcille non vuole cinquanta migranti
Parte una petizione (108 le firme) e un esposto sull’agibilità della Rta che li deve ospitare. Polemiche anche a Castiglione
GROSSETO. Non c’è solo il “caso Capalbio” con cui si è sollevato un gran polverone: l’annuncio di nuovi arrivi di migranti in Maremma provoca tensioni anche nell’entroterra collinare e sulla costa un po’ più a nord rispetto all’Ultima spiaggia (toscana). A Campagnatico sono i cittadini a gridare la propria contrarietà perché cinquanta ospiti – tanti sarebbero i migranti in arrivo – sarebbero troppi per Arcille, la frazione rurale in cui dovrebbero trovare una sistemazione e in cui vivono meno di duecento residenti. A Castiglione della Pescaia è invece l’opposizione alla giunta di Giancarlo Farnetani a usare la questione migranti per bacchettare l’amministrazione, che non avrebbe ancora fornito ai cittadini i dettagli del nuovo arrivo.
Qui Arcille. A Campagnatico sarebbero in arrivo una cinquantina di migranti; dovrebbero essere ospitati – questa l’ipotesi – in una residenza turistica alberghiera nel cuore di Arcille. Ed è per questo che proprio ad Arcille è nato un comitato cittadino – «spontaneo, apolitico e apartitico» – che si oppone all’inserimento degli extracomunitari e che per la causa ha già raccolto 108 firme: non poche, se si tiene conto di quanto sia mignon la frazione. I residenti firmatari non sono contrari all’ospitalità tout court, bensì ai numeri. C’è poi un altro aspetto su cui accendono la luce: «l’agibilità» della struttura nella quale i migranti dovrebbero essere ospitati. «Sono le fondamenta di piazza Italia e della struttura di accoglienza – dice Luca Tronconi di Arcille, uno dei portavoce dei residenti – una parte degli edifici (l’ex cinema)per i quali il Comune ha emesso un’ordinanza di inagibilità». Per questo il comitato dei cittadini ha già fatto una denuncia alla Procura della Repubblica. Veniamo dunque alle motivazioni della bagarre. «Il comitato – scrivono in una nota – è nato per manifestare contro l’insediamento di un numero troppo elevato di profughi per il nostro territorio». C’è poi la questione di dove è dislocata la Rta: sotto l’unico parco pubblico con altalene – notano i residenti – a 50 metri dalle scuole, davanti alla chiesa, nelle vicinanze dell’ufficio postale... Arcille del resto è tutta lì: la vita del paese si svolge in una manciata di chilometri (per non dire qualche centinaio di metri). «L’ammassamento di un numero così elevato di migranti – nota Tronconi – potrebbe creare tensioni difficilmente gestibili; questi numeri vanno contro il rapporto profugo per abitante fissato dal governo». A residenti non va giù neppure la modalità con cui si sono svolti due incontri, che avrebbero dovuto essere chiarificatori, con il sindaco Luca Ricciardi e con i responsabili dell’Arci che seguiranno gli ospiti: «Hanno alzato un muro – dice Tronconi – e non ci hanno fornito rassicurazioni su come i migranti verranno gestiti». I cittadini non dicono solo “no”. Fanno anche una proposta: «Siamo disposti – dicono – ad accogliere e mantenere a nostre spese, attraverso le associazioni, una famiglia di quattro/cinque persone».
Qui Castiglione. A Castiglione della Pescaia, sono in arrivo trentanove migranti. E il gruppo Dare Castiglione, capitanato in consiglio comunale da Michele Giannone, interviene chiedendo al sindaco: «Perché non è stato ancora comunicato ai cittadini l’arrivo – si legge in una nota – In quali strutture saranno accolti e come il Comune intende garantire la sicurezza e il controllo, visto anche lo sforamento del patto di stabilità che di fatto ha impedito l’assunzione di nuovi agenti di polizia municipale». (g.m.)
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