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Grosseto

Sei roghi su dieci causati dall’uomo

Sei roghi su dieci causati dall’uomo

Non sempre sono opera di piromani, anzi. Nella maggior parte dei casi si tratta di atti di vandalismo o semplice negligenza

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GROSSETO. Scoppia un incendio ed è subito allarme piromane. Ma quanti sono, effettivamente, i roghi appiccati da chi soffre di questo disordine mentale che è un’ossessione verso il fuoco, le fiamme, le esplosioni? E quali sono gli elementi che favoriscono l’insorgere di incendi? Secondo i dati del Corpo forestale dello Stato gli eventi volontari, nel 2015, sono stati il 65 per cento del totale.

«Gli incendi da piromane, però, per statistica sono una bassissima percentuale del totale», spiega Umberto Fralassi, referente regionale Aib della provincia di Grosseto e responsabile del Centro operativo Aib sul territorio di Grosseto. Insieme agli incendi provocati da disagio o eccitazione sono il 27 per cento degli eventi di origine volontaria.

Eppure spesso è comunque la mano dell’uomo ad accendere la miccia. «Molti incendi – spiega ancora Fralassi – sono provocati da vandali o frutto di delinquenza comune, dove il dolo non ha una motivazione clinica come nel caso del piromane». In particolare, i roghi provocati dal vandalismo sono il 4 per cento degli eventi volontari, mentre quelli attribuibili ad altri crimini sono il 26. Insomma, c’è chi danneggia gli arredi urbani, imbratta i muri, spacca le auto. E c’è chi “si diverte” a dar fuoco.

Nella sua carriera Fralassi ha visto anche disastri innestati per cause assurde, ad esempio per dispetto, che sono il 3 per cento degli episodi di origine volontaria. «Capita che una persona voglia fare un dispetto a un vicino e dia fuoco alla sua proprietà», spiega Fralassi. Oppure capita che il fuoco venga appiccato per far mettere in moto la macchina dell’antincendio. «Ci sono persone – dice Fralassi – alle quali piace “vedere gli elicotteri”...».

Tra gli eventi volontari rientrano anche gli incendi provocati dalla combustione dei rifiuti (2 per cento), dalla caccia (8 per cento), dal rinnovo di pascoli (4 per cento). Un buon 26 per cento, invece, rimane di origine sconosciuta.

Praticamente azzerati, invece, i casi di incendio per speculazioni immobiliari da quando la legge prevede che nei terreni percorsi dalle fiamme non si possa costruire alcunché.

«Ci sono poi gli incendi causati sempre da persone, ma in via accidentale – prosegue Fralassi – per imprudenza, negligenza o perché non si rispettano le norme comportamentali come nel caso di abbruciamenti di residui di vegetazione». Sono il restante 35 per cento del totale degli incendi.

Gli abbruciamenti, in particolare, sono vietati a luglio e ad agosto e, in generale, quando tira vento. Quest’anno la Regione ha anche prorogato il divieto di bruciare residui vegetali fino al 15 di settembre. Questi sono la principale causa degli eventi involontari (29 per cento), seguiti dal bruciare i residui forestali (13 per cento), fare ripuliture agricole (1 per cento), usare strumenti di lavoro, ad esempio con organi rotanti che al contatto con il terreno producono fiamme libere o scintille (19 %).

«Capita poi che il fuoco divampi per una marmitta catalitica che fa una scintilla», dice ancora Fralassi. Secondo la Forestale nel 2015 questa è stata la causa dell’1 per cento degli incendi, stessa percentuale dei roghi divampati a causa del transito di treni.

Più frequente, invece, che il fuoco nasca da giochi pirotecnici (4 per cento), scariche elettriche di impianti difettosi (7) o barbecue o fuochi al campeggio (13).

Fralassi smonta infine quello che da sempre è additato come una delle cause più frequenti degli incendi estivi: il mozzicone di sigaretta lanciato dall’auto in corsa. «Con le sigarette di una volta sì, c’era un effettivo pericolo di incendi – spiega – ma le sigarette di oggi si spengono da sole in brevissimo tempo e perché si inneschi il fuoco serve un’ossigenazione particolare, un contatto diretto». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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