Il Tirreno

Grosseto

Aib, un esercito «da raddoppiare» contro le fiamme

di Francesca Ferri
Aib, un esercito «da raddoppiare» contro le fiamme

Nella provincia più boscosa e più colpita da 10 anni niente nuovi assunti né volontari

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GROSSETO. Settantadue incendi boschivi dall’inizio dell’anno al 26 agosto in provincia di Grosseto che si sono mangiati 216 ettari di macchia mediterranea. Oltre il doppio rispetto agli ultimi dieci anni, quando in media ogni anno sono scoppiati 40 incendi e sono andati in fumo 110 ettari. Oltre ai boschi, sempre in questi primi mesi, altri 70 incendi hanno incenerito 984 ettari di campi, pascoli abbandonati, vigneti, oliveti. Sul fronte del fuoco, insomma, per la Maremma sembra calzante il vecchio adagio «anno bisesto, anno funesto» e infatti questo 2016 si avvicina al terribile 2012, l’anno dell’ecatombe della pineta di Marina di Grosseto. Il fuoco in dieci anni ha mandato in fumo 1.103 ettari di bosco (tutti i dati sono del Corpo forestale dello Stato) in una provincia, quella di Grosseto, che con i suoi 186.672 ettari di bosco ha la maggiore superficie forestale della Toscana e un indice di boscosità di circa il 41 per cento.

Un patrimonio che viene difeso da un servizio specifico predisposto dalla Regione Toscana, il servizio Antincendi boschivi (Aib), che si occupa di prevenire e fronteggiare le fiamme. Un servizio non molto conosciuto – spegnere incendi, per i più, è sinonimo di vigili del fuoco – ma fondamentale, efficiente nella sua organizzazione eppure, purtroppo, come molti settori pubblici, in cronica sofferenza di personale da almeno dieci anni, da quando è stato bloccato il turn over. Per dirla con gli operatori, servirebbe almeno il doppio delle attuali 30 squadre.

Come funziona l’Aib. Il servizio Antincendi boschivi nasce nel 1967 quando la delega in materia passa dallo Stato alle Regioni. Il grosso dell’organizzazione in Toscana parte però dal 2000 quando la Regione vara la legge quadro 39. Seguiranno il piano antincendi regionale e le linee guida. L’organizzazione Aib coinvolge Regione, Unioni di Comuni, Comuni, Enti Parco regionali, associazioni del volontariato, con la collaborazione e il supporto del corpo forestale dello Stato, dei vigili del fuoco e della protezione civile. Il “cervellone” è a Firenze, alla sala operativa unificata permanente regionale (Soup), in funzione h24, che coordina le attività. Ogni provincia ha poi un Centro operativo provinciale (Cop) in funzione a luglio e ad agosto dalle 8 alle 20 (dalle 20 alle 8 vigila la Soup). Della rete fanno parte poi i direttori delle operazioni. Ai loro comandi operano le squadre di terra, formate sia da operai forestali dipendenti degli enti competenti (Unioni dei Comuni e Comuni con delega), sia da personale della Forestale e dei vigili del fuoco, nonché da volontari, che spengono gli incendi e bonificano i terreni. Ci sono poi le squadre che aggrediscono gli incendi dal cielo con gli elicotteri (uno per provincia e nel Grossetano è di stanza ad Alberese) e con i canadair, di proprietà dello Stato. Un’organizzazione capillare, che in tutta Italia esiste solo in Toscana e ha una particolarità: per evitare speculazioni, il “pacchetto” ha un costo fisso, sia che si alzino gli elicotteri e si muovano gli uomini, sia che restino alla base.

La formazione. Tutti, dipendenti e volontari, vengono formati al centro regionale per l’addestramento La Pineta di Tocchi (Siena), centro all’avanguardia in Europa e unico in Italia. Tutti, anche i volontari, insomma, sono dei professionisti dell’antincendio.

In provincia di Grosseto. Nel Grossetano la direzione delle operazioni di spegnimento è attribuita alla Forestale e al personale tecnico degli enti competenti, per un totale di 15 operatori dipendenti di Regione ed enti competenti e una decina di dipendenti della Forestale. Allo spegnimento da terra degli incendi boschivi e alla bonifica provvedono poi 15 squadre di operai e dei gruppi Aib appartenenti agli enti competenti, circa 60 persone in tutto. A queste si affiancano altre 15 squadre di volontari (La Racchetta, Vab e Protezione civile Arci Magliano) che impiegano circa 100 operatori. In tutto, insomma, circa 160 uomini in campo coadiuvati dai vigili del fuoco e coordinati dalla sala operativa, che ha sede in via Trieste 5. Qui operano 40 addetti al cui vertice c’è Umberto Fralassi, referente regionale Aib della provincia di Grosseto e responsabile del Centro operativo Aib sul territorio di Grosseto.

Un esercito che solo questo agosto si è messo in marcia con muri di fuoco ben trenta volte, che ha spento il pauroso incendio di Principina a mare il 6 agosto, che l’indomani ha fronteggiato l'inferno di fuoco alla Parrina (110 ettari in fumo) e a Orbetello (17 ettari) e che pochi giorni dopo si è spostato a Santa Fiora (22 ettari).

Blocco del turn over. «Eppure per essere veramente efficaci ed efficienti sulla base del servizio richiesto occorrerebbe almeno il doppio delle squadre Aib», spiega Fralassi. Cioè non 30 squadre con 160 operatori, ma 60 squadre e oltre 300 operatori. «Il blocco delle assunzioni degli operai forestali a livello regionale limita molto questa esigenza. Negli anni il numero delle squadre degli Enti Competenti è andato sempre più scemando a causa dei pensionamenti degli operai idonei non sostituiti. Altresì, in Provincia di Grosseto, contrariamente a quanto avviene in altre province toscane, soprattutto quelle più a nord, è difficile reperire operatori Aib per le ssociazioni del volontariato, dato che la popolazione è scarsa e quindi in proporzione ci sono meno volontari. Negli ultimi tre anni abbiamo perso tre sezioni locali».

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