Il dolore
Pincione-Comune, ancora scintille
Intanto Barbini difende il proprio operato e chiede un confronto
GROSSETO. Ormai non passa giorno che da New York non arrivi, alle otto di sera, una nota di Pincione. Stavolta il presidente del Grifone risponde alle dichiarazioni dell'assessore Rossi, che ha ribadito: «Il Comune non ha posto condizioni per rinnovare la concessione, ma solo di pagare gli 8.800 euro pattuiti».
«Quello di Rossi - scrive Pincione - è un comunicato che nasconde la realtà dei fatti, che prende in giro la Fc Grosseto, la tifoseria e la città».
«Le dichiarazioni dell’assessore Rossi – prosegue - dimostrano come l'amministrazione non intenda permettere alla FC Grosseto di fare calcio e di realizzare il suo progetto». Per Pincione quella del Comune è una guerra contro lui ed «emerge la preferenza del Comune ad assegnare lo stadio Zecchini ad un’altra società. Ricordiamo - e questo l’unico e solo dato importante - che la Fc Grosseto aveva chiesto solo una cosa: a fronte del pagamento dei canoni si richiedeva l’avvio dell'iter assembleare per l’approvazione di una convenzione quinquennale qualunque che ne fosse l’esito. Il Comune ha risposto che ha escluso a priori che tale iter possa essere avviato».
«Il Comune ha sancito come le promesse fatte lo scorso anno (non mantenute) sono state poste in essere per convincere la società a dare corso ad un ingente investimento che non avrebbero eseguito, in un momento di irreversibile crisi in cui versava l’Us Grosseto. Un comunicato che dimostra come sia meglio affidare lo stadio Zecchini ad una altra società locale che lo ha già chiaramente richiesto».
BARBINI NON CI STA. Roberto Barbini, il titolare dell’azienda florovivaistica di via Castiglione che deve riavere 40.000 euro dalla società, ribatte alle accuse di Pincione: «Ci aspettavamo onestamente ogni singola parola, quello che ci è sempre stato ripetuto in questi mesi. Quello che pensavamo di trovare però è la risposta alla domanda che abbiamo posto alla dirigenza Grosseto: “Perché le condizioni del campo dello scorso anno sarebbero una nostra responsabilità?”. Oltre un laconico “siete voi i giardinieri” non abbiamo mai avuto risposte. Un po’ poco per una società che si vanta di avere un livello così alto».
«Noi – prosegue Barbini – abbiamo prodotto relazioni in cui si spiegavano le motivazioni delle condizioni del campo, sia a livello tecnico che biologico. Nelle relazioni veniva indicato che la causa era l’uso sconsiderato e troppo assiduo che avevano fatto del campo Zecchini. Tifosi e giornalisti possono testimoniare che non sia mai successo che vi fossero allenamenti per intere settimane, anche consecutive, nel periodo invernale, allo stadio. La cosa più importante: è stata danneggiata la trasemina (causa dell’ingiallimento dell’erba) non avendo rispettato le indicazioni date che prevedevano un riposo del campo di almeno 15 giorni. E qualche dirigente si è divertito non poco a scaricare la colpa su di noi con la tifoseria».
Barbini chiede un confronto pubblico e si dice anche pronto a decurtarsi 900 euro se il problema sono le chiazze nell’erba che, secondo Pincione, sono dovute allo sversamento di benzina. L’ultima battuta è sulla manutenzione straordinaria: «Non possiamo essere a conoscenza degli accordi fra F.C. Grosseto e il Comune. L’ordine di cominciare i lavori ci fu dato dalla società sportiva e non dal Comune. Immaginiamo che F.C. Grosseto sappia che per avere un rimborso per i lavori sostenuti, per legge, debba presentare al Comune la fattura quietanzata». (m.cal.)
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