Il Tirreno

Grosseto

Maglie della Fiorentina per dire addio a Luca

di Paola Villani
Maglie della Fiorentina per dire addio a Luca

Lo straziante saluto a Pecorari, il follonichese morto nei pressi di Cura Nuova La Viola era la sua passione della vita: in tanti ieri lo hanno ricordato così

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FOLLONICA. La sua maglia della Fiorentina indossata da Elena, l’amore della sua vita. Un silenzio assordante ieri ha segnato la lunga giornata dei parenti e degli amici di Luca Pecorari, all’obitorio dell’ospedale di Massa Marittima.

Un silenzio carico di tristezza per quella vita spezzata nel momento migliore.

Il quarantunenne follonichese è scomparso all’alba di giovedì, intorno alle 3,30, a causa di un terribile incidente, fatto di una serie di coincidenze drammatiche.

Luca era in sella al suo scooter, stava tornando a casa dal ristorante di proprietà della moglie e di un altro imprenditore, Villa La Boccia, locale che si trova ai piedi della città del Balestro, prima della salita di Schiantapetto.

Era tardi perché quella sera al locale si era rotta la lavastoviglie e il personale se ne era andato quasi all’alba per sistemare tutto. Nei pressi di Cura Nuova un cinghiale ha attraversato la Sarzanese proprio mentre stava passando Pecorari: l’animale si è scontrato con lo scooter e il follonichese è caduto a terra. Un automobilista gli stava viaggiando dietro si è fermato per prestargli soccorso: ha chiamato il 118 e a quanto raccontano gli amici di Luca, si è poi spostato sulla carreggiata per aiutare il quarantunenne a rialzarsi.

Il tutto mentre era sempre al cellulare, tanto che il personale del 118 ha udito lo schianto.

In quel momento infatti un’altra auto che stava arrivando dalla stessa direzione ha colpito mortalmente Luca. Una tragedia, una serie di coincidenze che chi amava il follonichese non riesce a spiegarsi. E ieri pomeriggio tutto quel dolore era tangibile nel parcheggio sotterraneo dell’ospedale Sant’Andrea, dove la salma è rimasta fino a stamani alle 10 per poi partire alla volta di Livorno per la cremazione.

Come chiesto dai familiari e dallo staff di Villa La Boccia, qualcuno indossava indumenti viola: chi una sciarpa legata in vita, chi una maglia, proprio perché la Viola era una delle passioni più grandi del follonichese, che amava collezionare abiti sportivi, soprattutto se avevano quel colore impresso.

La moglie, Elena Ulivelli, aveva la maglia numero 10 e una sciarpa: gli occhi coperti dagli occhiali da sole perché le lacrime non hanno mai smesso di scendere. Si erano sposati da pochi mesi, una cerimonia intima, tanto che molti amici della coppia lo hanno saputo solo dopo. Luca Pecorari era una persona solare, amabile, sempre pronta alla battuta, un giovane quarantenne pieno di vita e di interessi. Lo sport, la sua bicicletta, i suoi nipoti, il suo lavoro: una tragedia che ha sconvolto tutti quelli che lo conoscevano. «Non riesco a spiegarmi quello che è successo - dice un amico - Ero in vacanza sono tornato ieri e ancora non me ne rendo conto: troppe coincidenze, la lavastoviglie rotta, quell’auto che è passata. Impossibile darsi una spiegazione». Ieri la salma sarebbe dovuta partire per Livorno intorno alle 15.30: poi le indagini dell’autorità giudiziaria hanno fatto posticipare la partenza a stamani. La camera ardente ieri è rimasta aperta fino alle 20 per permettere a tutti di dare l’ultimo saluto a Luca.

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