Il Tirreno

Grosseto

Gli angeli della Misericordia partiti verso la distruzione

di Ivana Agostini
Gli angeli della Misericordia partiti verso la distruzione

MANCIANO. Li chiamano “angeli”. A volte sono angeli del fango, quando è la pioggia a portare la distruzione. Altre volte, come in questo caso, vanno ad aiutare chi, per un terremoto di pochi secondi,...

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MANCIANO. Li chiamano “angeli”. A volte sono angeli del fango, quando è la pioggia a portare la distruzione. Altre volte, come in questo caso, vanno ad aiutare chi, per un terremoto di pochi secondi, ha perso tutto. Luca Giorgi, Fabio Toccaceli, Simone Bistarini e Salvatore Giovannone sono gli angeli della provincia di Grosseto che mercoledì sera sono partiti per portare aiuto alle popolazioni terremotate e che ancora ieri alle 16 erano fermi a Rieti in attesa di sapere dove sarebbero stati destinati.

Luca, Fabio e Simone fanno parte della Misericordia di Manciano e compongono il nucleo di Protezione civile mancianese nato proprio quest’anno, il 15 dicembre.

A loro si è aggiunto un volontario della Misericordia di Grosseto, Salvatore, 52 anni, alla sua prima esperienza nell’aiuto ai terremotati ma da 16 anni nella Misericordia. I 4 volontari saranno operativi per 72 ore, molte delle quali perse per capire dove essere destinati. Fanno parte della colonna mobile della Regione Toscana composta da 260 soccorritori specializzati, 90 mezzi speciali, tende da campo, ponti radio, cucine. «Siamo in fibrillazione - dicono - non vediamo l’ora di arrivare e di renderci utili». Il loro compito è quello di montare le tende per i campi che ospiteranno gli sfollati.

Verso le 15 di ieri sono stati destinati a Cornillo Nuovo. Dopo ore passate nei piazzali dell’azienda dei servizi municipali di Rieti finalmente la partenza, la possibilità di fare quello per cui sono partiti. Non hanno chiuso occhio. «Impossibile farlo - dice Fabio - avremo riposato un’ora ma è difficile dormire». La loro strada si è rivelata però in salita e quando sembrava che tutto fosse pronto per partire un nuovo stop. Lungo la strada c'è stato un crollo, nuove scosse. Non si passava. Poco dopo le 16 finalmente la partenza. La strada che portava ieri verso Cornillo era lunga. Non sapevano ancora cosa li aspettasse ieri ma stare fermi, per chi è andato lasciando la famiglia per rendersi utile, è stato una tortura. Luca Giorgi è un tecnico soccorritore sanitario avanzato e capo squadra del nucleo di Protezione civile di Manciano. Ha già alle spalle il terremoto dell’Aquila. «Ogni volta che si parte - dice - la sensazione è diversa».

Fabio Taccaceli, 43 anni, è un imprenditore agricolo. Non sapeva quando sarebbe partito. Quando lo ha saputo si è organizzato in un’ora. Ha lasciato a presidiare il suo allevamento di ovini la moglie e il figlioletto di 8 anni orgoglioso del suo babbo. «Vogliamo arrivare presto» dice. È entrato nella Misericordia da pochi mesi. Per lui è la prima esperienza. Anche per Simone Bistarini, 44 anni, dipendente della Coplat, è la prima volta. Anche lui tecnico soccorritore di Protezione civile.

I nostri angeli si sono messi in viaggio verso la distruzione. Tra 72 ore torneranno a casa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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