La manifestazione
Ecco la prima trascrizione
Il suggello in Germania undici anni fa. Da ieri pieni diritti anche qua
GROSSETO. Finora hanno avuto in Italia una vita sdoppiata e con diritti parziali ma ora - grazie alla legge Cirinnà - il grossetano Thomas Santini e il tedesco Robert Mayer sono una coppia unita civilmente anche in Italia, la prima a Grosseto e in Maremma.
La loro unione civile fu celebrata a Monaco 11 anni fa e ieri questo legame è stato trascritto e sancito nel registro delle unioni civili istituito giorni fa in Comune a Grosseto. Sono dunque loro la prima coppia siglata sul registro grossetano: la numero 1. Un traguardo storico sul fronte dei diritti omosessuali.
Ieri alle 10. La trascrizione (che non è la prima in Toscana: a inaugurare il filone è stata Arezzo) è avvenuta negli uffici comunali di via Saffi davanti alla funzionaria di Stato civile Lucia Sani e ad altri dipendenti comunali. Un atto veloce, easy, avvenuto in una piccola stanza con lettura del formulario ministeriale e la firma nel registro provvisorio istituito secondo le disposizioni statali. A fine rito l’abbraccio dei dipendenti. «Ora - sorridono Thomas e Robert - i nostri diritti valgono anche qua».
Chi sono. Thomas e Robert vivono e lavorano a Monaco. Il primo - 37 anni, nato e cresciuto a Grosseto, studi Scientifici e laurea in Lingue - è regional manager per l’Europa di una ditta inglese e americana che ha scuole sparse tra Gran Bretagna e Stati Uniti. Il secondo è biologo; già vincitore di un dottorato lavora nelle pubbliche relazioni per una ditta che si occupa di biotecnologia, ricerca di medicamenti e cure tumorali. In Germania Thomas è approdato agli inizi del 2000 con l’Erasmus. Risale al 2002 l’incontro con Robert, conosciuto a Monaco e destinato a diventare l'uomo della sua vita. La Germania ha introdotto le unioni civili gay nel 2003; occasione d’oro che la coppia ha colto nel marzo 2005 a Monaco ufficializzando il proprio amore di fronte alla legge.
Diritti tedeschi. «In Germania, dopo 2 anni che sei unito civilmente, puoi avere il passaporto tedesco: così nel 2007 mi sono procurato questo documento dove figura il doppio cognome Santini-Mayer». Non così in Italia, dove finora Thomas ha continuato a essere solo Santini, senza che il partner fosse riconosciuto. Santini-Mayer in Germania, Santini qua. «Finora è stata una sensazione strana, come se avessi avuto due identità diverse e due personalità distinte in due paesi diversi. Una perdita d’identità, alla fine». È per questo che quando si è trattato di tirar fuori un documento «io ho mostrato sempre e solo il passaporto tedesco: mi faceva sentire più tutelato. Se non fosse intervenuta la legge Cirinnà, io probabilmente avrei stracciato la mia cittadinanza italiana».
Benvenuta Cirinnà. E invece eccola, questa legge. «Ci avevamo sperato per anni e alla fine è arrivata: permetteva di trascrivere la nostra unione civile in Italia, a Grosseto, facendoci acquisire i diritti anche qua, facendoci sentire accettati». C’è da dire che non tutto è stato rose e fiori, anche da qui in poi.
Gli scogli. Per fare la trascrizione, continua Thomas, «i miei due punti di contatto dalla Germania erano il Consolato di Monaco e il Comune di Grosseto, visto che la mia condizione era quella di residente Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero). I primi passi sono stati proprio al Consolato tedesco dove però ho trovato un muro che non mi aspettavo: con la scusa banale che non aveva avuto tempo di informarsi, il funzionario non ci ha dato alcuna informazione né aiutato, come se la questione non lo riguardasse e la Cirinnà fosse una legge astratta, lontana. La cosa positiva di essere iscritti all’Aire è stata però quella di poter chiedere aiuto al Comune di Grosseto, che invece ha preso la cosa alquanto seriamente. Una volta appurato che potevamo effettuare la trascrizione direttamente qua a Grosseto, senza passare dal Consolato, abbiamo proceduto e grazie alla funzionaria Lucia Sani, che sin dall’inizio si è dimostrata molto sensibile, oggi abbiamo il nostro certificato». Gli ultimi passaggi sono avvenuti lunedì quando la coppia ha portato in Comune il materiale necessario: il certificato di unione civile tedesco (con traduzione autenticata) e i documenti di identità. Ieri, conclusa la trascrizione, Thomas ha pure rinnovato la carta d'identità all’ufficio Anagrafe. E ora ha un nuovo documento italiano (al momento cartaceo) che riporta per la prima volta la dicitura Thomas Santini-Mayer.
E ora. «Non è un matrimonio e non chiamo Robert mio marito, ma mein man, il mio uomo. La gente non deve pensare che ogni traguardo sia stato raggiunto, ma è comunque un bel passo e una tappa importante della nostra vita».
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