Il Tirreno

Grosseto

Roccaccia verso il restauro «Crepe non pericolose»

di Fiora Bonelli
Roccaccia verso il restauro «Crepe non pericolose»

A Montelaterone sopralluogo sul fortilizio anche in vista dei finanziamenti Su un masso è stato trovato un simbolo particolare, forse uno scudo con croce

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ARCIDOSSO. La Roccaccia di Montelaterone potrebbe essere restaurata a breve. Il Comune di Arcidosso, su iniziativa dell'assessore ai beni architettonici arcidossini, Maurizio Andreini, ha presentato al Ministero la richiesta di un finanziamento per il restauro del fortilizio fra i più spettacolari dell'Amiata.

Infatti il ripristino di alcuni anni fa fu solo di carattere conservativo, mentre per rendere fruibile questo suggestivo fortilizio medievale c’è bisogno di un restauro vero e proprio. La decisione arriva a proposito, anche perché alcuni residenti di Montelarone continuano a segnalare crepe varie nella struttura che svetta in cima a Montelaterone. Dopo una prima segnalazione risalente ormai a più di un anno fa che additava una lunga e sottile fessurazione su un lato della rocca, adesso è la volta di un’altra crepa, individuata dai visitatori nella parte sinistra del fortilizio.

La parte che mostra segni evidenti di frattura era sicuramente connessa, un tempo, col sottostante roccaccino, il muro di fortificazione della Roccaccia montelateronese.

Come accadde per la prima segnalazione, anche per questa seconda si sono mossi i tecnici comunali per fare un sopralluogo, e assicurano che non c'è pericolo alcuno per la tenuta della Roccaccia. Si tratta di un antico muro inglobato in una parte ripristinata in epoca successiva, e «dalla crepa è interessato solo il paramento esterno del muro - dicono i tecnici - e la frattura visibile dal fuori non è per nulla riscontrabile all'interno. In ogni caso La stiamo continuamente sorvegliando, sperando in un ripristino definitivo che darebbe anche ai visitatori la possibilità di muoversi con agio nel fortilizio».

Intanto, però, alcuni residenti appassionati delle pietre della loro storia hanno scovato, proprio vicino alla crepa, un masso di importanza particolare perché vi si trova scolpito un bel simbolo, anche se corroso dal tempo.

«Potrebbe trattarsi - dicono - di uno scudo con croce o forse addirittura di un abbozzo di triplice cinta. Se così fosse, sarebbe, questo, il secondo esempio di triplice cinta ad Arcidosso». Il primo ed unico esempio finora era stato infatti segnalato al castello di Arcidosso, inciso sulla soglia di una finestra poi chiusa. Il graffito è affiancato da un altro simbolo, l’alquerque, una sorta di gioco di dama che arriva dall’antico Oriente, formato da una griglia di quadrati collegati da alcune diagonali.

La triplice cinta è una struttura geometrica formata da tre quadrati concentrici raccordati da quattro segmenti perpendicolari. Possono esservi i segmenti diagonali e un foro centrale. «L’alquerque, o el qirkat, affiancato alla triplice cinta - specifica la studiosa Claudia Cinquemani che da tempo sta passando al setaccio l’Amiata dei misteri- rende le incisioni del castello di Arcidosso un reperto piuttosto raro e per il momento unico in Maremma e sull’Amiata».

Se dunque il simbolo della Roccaccia fosse effettivamente un abbozzo di triplice cinta, sarebbe una scoperta ghiotta per gli appassionati.

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