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Far Maremma ha 61 soci Escono tre Comuni

GROSSETO. «Finalmente si è chiusa la ricapitalizzazione societaria che ci consentirà di lavorare con maggiore serenità». Con queste parole il Presidente Fabrizio Pasquini annuncia la fine del...

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GROSSETO. «Finalmente si è chiusa la ricapitalizzazione societaria che ci consentirà di lavorare con maggiore serenità».

Con queste parole il Presidente Fabrizio Pasquini annuncia la fine del percorso di ricapitalizzazione della società consortile Far Maremma. Un iter lungo e travagliato quello della ricapitalizzazione, iniziato lo scorso 18 dicembre 2015 dall’assemblea straordinaria della società e conclusosi positivamente nei giorni scorsi con la sottoscrizione delle 250 quote necessarie per ricostruire il capitale sociale che attualmente ammonta a 30.000 euro.

La nuova compagine sociale conta 61 soci, di cui 23 di diritto pubblico e 38 di diritto privato.

Un percorso che però non è stato proprio indolore e ha visto perdere alcuni soci rispetto alla precedente composizione societaria. Prima infatti il Far Maremma era composto da 66 soci, tra 33 Enti pubblici e 34 società private, facendo così il “conto della serva” sono 5 i soci persi.

Una diminuzione che la stessa direttrice della società, Catia Segnini giustifica come passaggio obbligato in vista dei nuovi ordini istituzionali. Così è stato per alcuni organismi come l’azienda regionale Alberese o la Camera di Commercio di Grosseto a cui è imposto(nuove direttive) di uscire dalle partecipate.

Oppure il Comune di Grosseto che possedeva delle quote societarie pur non rientrando nell'area dei progetti leader e quindi uscito definitivamente per la mancanza di ricaduta territoriale.

Ci sono però Comuni che hanno deciso di uscire per scelta “strategica”, se così si può definire, come il Comune amiatino di Santa Fiora, quello di Magliano in Toscana e del Monte Argentario.

La diminuzione dei soci, nella sua nuova compagine societaria, potrebbe far pensare ad un momento di perdita di fiducia da parte del Far Maremma per il territorio.

Ma va tenuto presente che il Gal (Gruppo azione locale) Far Maremma è il più numeroso tra tutti i simili europei, con un numero di soci doppio già del secondo in classifica. Ecco come 5 soci possono per la società rappresentare un numero risibile di reali affrancamenti. Anche se è la stessa direttrice a confidarci che alla società preme che tutti i Comuni traggano beneficio dai fondi europei e che ogni tipo di strappo o appunto perdita di fiducia possa essere ricucito nel tempo. Argomento approfondito anche dal presidente Pasquini: « In questi tempi, dove si registra una forte disgregazione della società civile, sia sotto il profilo sociale che politico, la condivisione degli obiettivi con il Far Maremma - spiega - non è un progetto strategico da sottovalutare».

Un serio richiamo all'unità di intenti da parte del presidente, rivolto ad enti pubblici, imprese singole ed imprenditori vari per condividere il progetto di distribuzione sul territorio di soldi provenienti dal Programma di sviluppo rurale 2014-2020, per sostenere le zone rurali e più marginali della Provincia.

Concluso l’iter di ricapitalizzazione societaria che sicuramente ha rappresentato un passaggio importante nella vita del Far Maremma, si apre una nuova fase per la società che dovrà sempre meglio caratterizzarsi come agenzia di sviluppo, a disposizione del territorio e degli operatori locali.

Cristiano Bernacchi

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