La manifestazione
Arcate medievali al podere del Grasso
Appassionati di storia locale hanno scoperto i segni probabilmente da collegare a un opificio
CASTEL DEL PIANO. Scoperto nella campagna sotto Castel del Piano un podere che presenta, in una facciata, pietre disposte e lavorate secondo i modi medievali. Una rarità per Castel del Piano, perché, a parte le chiesette che costellano la campagna, mai era stato ritrovato un edificio che mostrasse tracce così evidenti e tali da ricondurlo senza ombra di dubbio alla stagione del medioevo.
Si tratta del podere del Grasso, posizionato in un poggio dirimpetto alla zona del Noceto. Ai suoi piedi scorre il fosso delle Conce. Una zona ricca e fertile, il cuore dell’attività locale fin da epoca etrusca, romana e poi medievale, perché molte delle acque di Castel del Piano, confluendo nel fosso del Muristaldo, favorirono il sorgere, ai piedi della piattaforma su cui si adagia il borgo, di mulini, opifici, agricoltura, allevamenti di greggi. Una campagna con cui il castello fortificato di “Castrum Plani” non cessò mai di avere contatti, trovando proprio in questo reciproco scambio, la sua forza.
Alessandro Bramerini di Arcidosso, un appassionato di storia amiatina, dunque, al podere del Grasso ha scovato una chicca per i medievisti. In una facciata del podere ristrutturato e ampliato più volte, ha individuato delle pietre che appaiono essere le arcate di due ingressi costruiti in modo quasi speculare. L’uno vicino all'altro. La fattura e la disposizione delle pietre non lasciano dubbi rispetto all'epoca. Dunque quel podere una volta era una costruzione a pianta rettangolare con due aperture sul fronte. Questa è la zona che i più vecchi conoscono come la zona di San Pancrazio, chiesa citata nei documenti, ma poi scomparsa materialmente. Potrebbe essere la chiesa scomparsa? L’architetto Nello Nanni, anch’egli arcidossino e ricercatore affermato di cose medievali frena: «Troppo grande per essere una chiesa ma è comunque un esempio interessantissimo di edificio medievale costruito fuori dai borghi e dalle mura dei centri storici. Per lo meno qui in zona esempi simili non vi sono. Forse potrebbe essere collegato all’area del Noceto, ma forse è più probabile che fosse un opificio. Lo dimostrerebbero le due larghe aperture di cui avevano bisogno i lavoranti».
Ma opificio di quale produzione? Bramerini e Nanni hanno ritrovato tantissimi frammenti di coccio, che potrebbero dimostrare che lì c’era una fabbrica di cotti. Proprio dove sorge il podere del Grasso l’antico Castel del Piano doveva trovare la sua maggiore forza produttiva con la maggiore energia da sfruttare e la presenza dell'acqua. Dunque le ipotesi di cosa si lavorasse lì in epoca medievale sono aperte. Bramerini e Nanni non si sbilanciano, ma la soddisfazione di aver individuato un edificio medievale in campagna è palpabile. (f.b.)
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