Il Tirreno

Grosseto

«Il ritiro di Benni ci è costato caro»

di Fiora Bonelli

Cristicchi: «Sarà il pubblico, spero, a ripagare tutti gli sforzi»

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ARCIDOSSO. Narrastorie, il festival del racconto di strada diretto da Simone Cristicchi, alza il sipario ad Arcidosso e tira la riga sulle polemiche roventi dei giorni scorsi aperte dalla defezione di Stefano Benni dalla manifestazione più importante dell’estate arcidossina. Intimorito dai messaggi dei no geotermia, Benni ha preferito passare la mano.

A mettere un punto alla querelle è il direttore artistico del festival che porterà in Amiata attori, registi, artisti in varie discipline e di calibro nazionale: «Sarà il pubblico, spero – dice Cristicchi – a ripagare lo sforzo di un lavoro che è iniziato ad aprile, con un budget basso per gli artisti e tantissima passione. Ognuno avrà sicuramente le sue ragioni in questa storia, ma non ci si può appropriare della scena altrui per portare sul palcoscenico i propri problemi. È una scorrettezza. Che abbiamo pagato cara con l’abbandono di Stefano Benni che ha preferito dare forfait, temendo un vespaio che gli avrebbe tolto la tranquillità necessaria. Mi ha detto che verrà il prossimo anno, se le cose saranno risolte. Il clima di tensione non giova a nessun tipo di spettacolo. Ma non è un clima nuovo, come dimostrano gli episodi accaduti anche l’anno scorso per il David Lazzaretti. Volarono offese e gesti gratuiti».

«È un momento difficile – continua Cristicchi – anche per il sindaco Jacopo Marini, attaccato in modo grossolano e ingiusto. Noi però adesso entriamo nel mondo magico del racconto e della favola, con un tempo e uno spazio “altro”. Usciamo fuori dal quotidiano. Questo interessa al teatro».

Chiediamo a Simone Cristicchi se Narrastorie è l’ideale proseguimento dello spettacolo di Monte Labro dedicato a David Lazzaretti lo scorso anno. «Sicuramente sì – risponde – perché Narrastorie, come l’anno scorso il David, gioca sulla suggestione della storia in quanto tale, raccontata sullo scenario eccezionale dell’Amiata. Le prospettive di questa montagna sono mozzafiato e l’idea di legare il racconto a questi ambienti è stata apprezzatissima dal presidente del consiglio regionale Eugenio Giani. Un’invasione pacifica dei racconti sullo scorcio di spazi particolari, un “circuitare” nelle frazioni e nei borghi più minuscoli».

Cristicchi alza il velo delle storie che racconterà: storie che non sono amiatine. «Storie non locali – conferma – ma che vogliamo far conoscere in zona. I racconti e gli artisti arrivano da tutta Italia. L’idea è fare di Arcidosso lo snodo ideale per far dialogare fra loro dialetti lontani e diversi. Nelle prossime edizioni potremmo pensare a una ricerca sull’immaginario locale. Ci piacerebbe poter proseguire questo discorso qui, in Amiata, che ha un underground pieno di sorprese. Intanto vediamo come andrà quest’anno. Due spettacoli al giorno di cui uno gratuito, dovrebbero sollecitare gli appassionati di teatro. Con nomi che sono noti e amati. Paolini, Perrotta, Aprea e tutti gli altri. L’inaugurazione di Narrastorie è segnata dall’interesse per l’infinitamente piccolo: lo scatto di una foto e l’attimo imprendibile della felicità».

Scelta o caso? «Partire dal piccolissimo è stata una scelta. Narrastorie apre con l’”attimo fuggente” dello scatto del fotografo e si chiude, in crescendo, con l’infinitamente grande, il cielo stellato e i suoi miti. Per l’inaugurazione del nostro itinerario abbiamo scelto di far descrivere a un fotografo di mestiere cosa accade in quell’istante in cui scatta una foto. Dal piccolo parte anche lo spettacolo di Claudio Boccaccini. È una piccolissima foto di Salvo d’Acquisto, quella intorno a cui ruota la storia. Narrastorie si chiude, invece, con l’infinitamente grande. Una lezione di astronomia davanti al cielo stellato aperto dalla forza della passione per le storie e per questa magica terra».

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