Il Tirreno

Grosseto

Chiude la divisione Cargo Via ventinove macchinisti

di Giovanna Mezzana
Chiude la divisione Cargo Via ventinove macchinisti

Trenitalia ha disposto che dal 1° settembre vengano trasferiti al presidio di Roma Grosseto perde il comparto merci e lo status di scalo baricentrico tra Nord e Sud

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GROSSETO. La scure di Trenitalia cade sulla Maremma: controllata al 100% da Ferrovie dello Stato, la società, che si occupa del trasporto di passeggeri e merci, ha deciso (unilateralmente) di trasferire a Roma – dal 1° settembre – ventinove macchinisti che operano per la divisione Cargo di Grosseto, cioè il 20% della forza lavoro toscana di questo segmento di mobilità. Con un colpo di spugna, viene smantellato così l’intero comparto grossetano del trasporto merci su rotaia: i dipendenti infatti sono 31, ma due di loro sono prossimi al pensionamento. La Cgil è sul piede di guerra. Lo sono i sindacalisti della Filt (la federazione dei lavoratori del trasporto) di Grosseto e quelli della Filt di Livorno, reduci della battaglia per la chiusura del deposito manutenzione rotabili e che nella città labronica avrebbero accolto volentieri i macchinisti grossetani in procinto di essere trasferiti. E l’allarme arriva anche dai vertici della Filt toscana: nel mirino della ristrutturazione di Trenitalia – che va avanti da un po’ – c’è infatti la logistica ferroviaria toscana in toto.

Doppia mazzata. Per Grosseto e la Maremma si tratta non solo di perdere ventinove posti di lavoro a tempo indeterminato e in un settore più garantista di quello mordi-e-fuggi del turismo, ma anche di dire addio allo status di scalo ferroviario baricentrico – tra il Nord produttivo, la capitale e il Sud – su cui dunque c’era motivo di convogliare investimenti, nell’ambito del futuribile nuovo Polo della Logistica che Trenitalia avrebbe annunciato per il 2017.

La Cargo Grosseto. La divisione Cargo è il braccio operativo che Trenitalia destina al trasporto merci. In Toscana c’è un comparto Cargo a Firenze, Pisa, Livorno, Grosseto e Chiusi. A questo giro saranno smantellati gli impianti di Firenze, Pisa e Grosseto. «L’impianto maremmano – dice Fabrizio Gambelli, segretario generale della Filt Cgil Grosseto – è uno dei più produttivi d’Italia. Il settore merci a Grosseto funziona: non meritiamo una simile penalizzazione». Lungo la tratta della logistica su rotaia del Belpaese, lo scalo locale non è una stazione qualunque anche per altre ragioni: su di essa è impiegato il 20% dei macchinisti Cargo toscani, che sono complessivamente 150; ed è anche una delle tre divisioni in Italia a più alto tasso di lavoro notturno. Le motivazioni della scelta di Trenitalia restano dunque oscure ai macchinisti che saranno trasferiti.

I macchinisti. «L’impianto di Grosseto – dice Giuseppe Consiglio, rsu Cargo Filt Cgil Grosseto – è altamente produttivo: non lo diciamo noi, ma è quanto si evince dai dati tecnici del monitoraggi dell’azienda; Grosseto è in posizione baricentrica nel sistema portuale e industriale della linea ferroviaria tirrenica. Il lavoro qui non manca, tant’è che l’azienda ci ha chiesto di rinunciare alle ferie di agosto. Ecco perché questa chiusura ci sembra un controsenso». Ultracinquantenni – e quindi con una famiglia – altamente specializzati, diplomati (e in alcuni casi laureati): è l’identikit dei ferrovieri che dovranno fare la valigia e andare a Roma. Prendono il treno verso la capitale una trentina di lavoratori che hanno un potere d’acquisto da 2.000 euro netti al mese; un discreto stipendio se si vive in provincia, una coperta corta se, non più giovani, si deve tagliare le radici e fare rotta su una grande città.

La beffa e la vertenza. Sia chiaro: i treni merci a Grosseto continueranno a passare. La differenza è che il macchinista salirà a Roma anziché a Grosseto. Insomma, dove sta il risparmio in nome della ristrutturazione? Qual è la logica che ha dettato questa scelta? Cosa sottende alla mossa? Sono le domande che si fanno lavoratori e sindacalisti che annunciano iniziative di denuncia e che fanno fronte compatto: nella sede grossetana della Cgil ieri sono arrivati anche Marco Chiellini (Filt Cgil Toscana) e Filippo Del Duca (Filt Cgil livorno).

L’appello. In attesa che Trenitalia conceda un incontro chiarificatore (già richiesto da Cgil), il segretario generale della Camera del Lavoro grossetana Claudio Renzetti lancia un appello al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, al capogruppo Pd in consiglio regionale Leonardo Marras, ai parlamentari Luca Sani, Monica Faenzi, Marisa Nicchi: «La politica – dice – faccia qualcosa per sospendere subito questi trasferimenti». Il sindaco Vivarelli Colonna si è già fatto avanti e alle 16.30 riceverà i macchinisti a Palazzo civico.

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