Toscana
Medaglia di legno, questione di decimali Le Farfalle in lacrime
FOLLONICA. Questione di decimali. L’occhio di un giudice che vede sfumature ignote al grande pubblico, quello che scopre gli sport olimpici solo ogni quattro anni; sfumature che spesso però...
FOLLONICA. Questione di decimali. L’occhio di un giudice che vede sfumature ignote al grande pubblico, quello che scopre gli sport olimpici solo ogni quattro anni; sfumature che spesso però rimangono oscure anche a chi fra cerchi, nastri e clavette ci passa una vita.
Il quarto posto delle farfalle della nazionale italiana di ginnastica ritmica lascia in bocca un sapore amaro, 48 mesi dopo Londra le azzurre scendono dal podio olimpico con più di un pizzico di rimpianto ma anche con la consapevolezza di avere fatto il massimo, evitando insidie ed errori. Fra i tanti a soffrire davanti alla tv c’era anche Moreno Buccianti, marito dell’allenatrice Emanuela Maccarani e uno dei principali artefici dell'approdo in riva al Golfo delle farfalle negli ultimi anni. Che aveva già annusato dopo la prima rotazione della finale che aria tirasse.
«Le ragazze sono state perfette, un esercizio migliore di quello del sabato ma il punteggio è rimasto lo stesso - commenta dopo l'esercizio con i nastri - la Spagna al comando non mi sorprende, in giuria ci sono portoghesi e messicani e questo qualcosa alla fine conta». Arriva il momento del secondo esercizio, quello nel quali le azzurre regalano emozioni e coreografie inarrivabili. Tocca alla Russia, favorita in ritardo. «Vedrai che almeno 18,200 lo prendono». Infatti, la giuria dice 18,633. E il primo posto è in cassaforte. «Ci serve l'esercizio perfetto, la gara della vita per arrivare terzi». E l'Italia incanta, strappa applausi, Emanuela abbraccia le ragazze commosse e il punteggio è migliore del sabato, un 18,033 che lancia le azzurre al terzo posto. Quando stecca la Bielorussa il traguardo sembra a un passo, poi però arriva la Bulgaria che con un esercizio senza errori ma artisticamente meno complesso di quello azzurro totalizza 18,066, più di Pagnini e compagne. Che scivolano fra le lacrime al quarto posto.
«Una delusione per pochi centesimi - commenta Moreno - peccato perché le ragazze hanno fatto il massimo e meritavano di più, gli esercizi erano spettacolari e più belli delle altre squadre, è una brutta mazzata ma lo sport è così».
Pochi minuti dopo chiama anche il sindaco Andrea Benini: «Peccato, ho gufato anche io contro la Bulgaria ma non è bastato, certo che i voti di tutte le altre squadre sono stati altissimi. Brave comunque». Poi Raisport sfuma le immagini, c'è da inseguire un podio nella mountain bike. Le azzurre rimangono con la medaglia di legno e per il resto d'Italia torneranno di moda solamente fra quattro anni. Durante i quali Emanuela Maccarani dovrà fare un lavoro enorme per cancellare questa delusione e iniziare a costruire le farfalle di domani.
Michele Nannini
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