Finanza
Don Giuseppe, 60 anni di vita sacerdotale
Nato nel 1928 in Sardegna, Bertelli è un esempio per tutti. «Le sue omelie sono perle pregiate»
GROSSETO. Don Giuseppe Bertelli celebra i sessant’anni di vita sacerdotale. Ottantotto anni portati divinamente, vive a Grosseto dopo aver fatto in età avanzata una scelta ponderata, difficile ma fortemente voluta: lasciare l’Ordine dei Cappuccini e trasferirsi in Maremma dove chiede a monsignor Giacomo Babini, allora vescovo di Grosseto, di essere incardinato nel clero diocesano. L’aspetto sereno, lo sguardo limpido e il sorriso dolce nascondono un carattere volitivo, determinato, di uomo che non sa cedere ai compromessi.
Nasce nel 1928 a Iglesias, la cittàdina dalle mille chiese che l’industria mineraria della Sardegna sud occidentale rende fiorente e vivace. L’infanzia trascorre serena sino alla guerra che lascia in lui una traccia indelebile. La profonda religiosità della famiglia materna incide sulle sue scelte di vita così come accade per altri tre dei nove figli che, come lui, si dedicano alla vita religiosa.
Alla fine della guerra entra nel Seminario di Cagliari dell’Ordine dei Capuccini. Viene ordinato sacerdote il 19 agosto 1956, nella cattedrale di San Pantaleo a Dolianova, un paese in provincia di Cagliari, dall’arcivescovo Paolo Botto. Svolge il suo ministero a Sassari, nella chiesa di San Francesco, dove negli anni ’70 dà inizio a un’attività musicale per bambini, il Maggiolino d’Oro. Viene trasferito ad Oristano dove per vent'anni riveste il ruolo di assistente religioso all’ospedale San Martino dando vita, tra l’altro, a un’emittente radiofonica: Voce Amica Ospedale San Martino. Mette in rete i malati e i loro familiari; l’ospedale e la società esterna; il personale della struttura e la città in un intreccio di comunicazione e solidarietà. Dà voce alle persone ricoverate e porta loro notizie dal mondo e musica. Poi è ancora a Sassari e quindi a Mores. A Grosseto è dapprima nella parrocchia di San Giuseppe, poi alla Casa per Anziani Ferrucci. Quindi nella Rsa Villa Pizzetti della Asl 9 come assistente religioso dove si fa prossimo delle persone ricoverate e dei loro familiari, in un rapporto di forte solidarietà con i più deboli, in spirito di collaborazione con gli operatori. In Cattedrale, la mattina alle dieci, twitta le Sacre Scritture. Pillole di spiritualità calate nella realtà del nostro tempo: dalla famiglia al lavoro, dallo sport alla criminalità, dalla natura al denaro. «Sono perle - dice una fedele - le sue omelie, così ricche e mai banali». Una vita spesa nel nome di Dio per la comunità dei fedeli e non solo. Le molte persone che, in Sardegna come a Grosseto, l’hanno incontrato lungo il cammino della vita nei momenti di gioia o dolore vogliono essergli vicine e, unite in un abbraccio, ringraziano Dio per questo sacerdote donato loro. E dicono grazie al clero diocesano per l’accoglienza fraterna riservata a questo loro ministro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
